mercoledì 23 aprile 2014

Piovono polpette, governo ladro

Stasera ho cucinato polpette.
Sono venute bene, non c'è che dire. Una mia amica le avrebbe definite paradisiache. Cioè io le avrei definite così, prendendo a prestito l'espressione.
Forse però mi sono sembrate così buone perché quando sono tornata a casa dal lavoro non avevo ancora tirato fuori dal congelatore la carne. Quindi ho dovuto aspettare che si scongelasse, incoraggiarla con il microonde, e solo a quel punto procedere con la preparazione.

La preparazione, ecco. Io non so bene come mai, ma le polpette sono uno dei pochi piatti per i quali non ho una ricetta precisa. Quali sono le giuste quantità? Non è dato sapersi. Così si butta tutto dentro alla ciotola e ci si sporca un po' le mani a impastare. Che poi è asciutto, e ci aggiungi del latte. E poi è poco asciutto e ci aggiungi il pangrattato. Stasera ho capito che, a furia di aggiungere cose, il volume dell'impasto è nettamente aumentato e dovrò surgelare un bel po' di polpette, perché non c'è un battaglione pronto a finirle tutte.

La questione è che sono un'eterna insoddisfatta. Farei e rifarei tutto ogni volta. Rifarei questo blog, rifarei questo post, svuoterei ogni armadio di casa e lo riempirei seguendo una nuova logica.
Un sacco di fatica sprecata, tanto poi si torna al punto di partenza, e si ricomincia.

Comunque le polpette erano buone. E neanche questa volta mi sono segnata le dosi.

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