domenica 27 aprile 2014

Trucco e parrucco

Con la destrezza che mi rappresenta, ieri sono andata da Sephora per una seduta di trucco professionale, gentilmente regalata dai miei amici al mio ultimo compleanno.
Si occupa di me una ragazza che vorrei definire semplicemente particolare. Apre le danze applicandomi un'idratante per la base e commentando, con evidente disappunto: "Che pelle secca".
Poi sta zitta. Cioè non mi dice veramente altro, sta solo zitta e continua a maneggiarmi la faccia.
Finché non arriva all'applicazione del mascara e decide che è il momento di riaprire bocca, giusto per dirmi che "le mie ciglia vanno un po' dove vogliono loro". Ecco, ho le ciglia anarchiche. Io non lo sapevo. Cioè, sapevo che c'era qualcosa di strano, ma non sapevo cosa. Adesso so che sono delle sovversive, che non collaborano e che non mi sono per niente grate dell'impegno che ogni giorno spendo per renderle più belle, lunghe e lucenti. Dopo le ciglia sovversive, è stata la volta delle sopracciglia discontinue. Eh no, le sopracciglia no. Di loro io sono sempre andata fiera (e non sono molte le cose di cui vado fiera) e quindi glielo dico, specificando che quasi non me ne occupo, che non mi hanno richiesto mai particolari cure. "Ecco, appunto" mi risponde. Molto bene.
A trucco finito, l'ho ripagata rifiutandomi di alzarmi e chiedendole con dovizia di particolari ogni singolo prodotto che aveva usato, dal correttore al fondotinta, da tutte le possibili varietà di ombretti marroni fino all'illuminante.


Cari amici, grazie mille perché è stata un'esperienza davvero interessante, istruttiva e anche un po' naive.
Ho capito che c'è un motivo se uso solo il marrone sugli occhi: mi sta bene (miracolo che lo avessi intuito). Ho capito anche che devo rispettare di più i desideri delle mie ciglia e ho capito che devo acquistare qualcosa per le sopracciglia. Sicuramente non quello che mi è stato consigliato, perché 38 euro per le mie sopracciglia (che secondo me rasentano la perfezione) è davvero troppo.

mercoledì 23 aprile 2014

Piovono polpette, governo ladro

Stasera ho cucinato polpette.
Sono venute bene, non c'è che dire. Una mia amica le avrebbe definite paradisiache. Cioè io le avrei definite così, prendendo a prestito l'espressione.
Forse però mi sono sembrate così buone perché quando sono tornata a casa dal lavoro non avevo ancora tirato fuori dal congelatore la carne. Quindi ho dovuto aspettare che si scongelasse, incoraggiarla con il microonde, e solo a quel punto procedere con la preparazione.

La preparazione, ecco. Io non so bene come mai, ma le polpette sono uno dei pochi piatti per i quali non ho una ricetta precisa. Quali sono le giuste quantità? Non è dato sapersi. Così si butta tutto dentro alla ciotola e ci si sporca un po' le mani a impastare. Che poi è asciutto, e ci aggiungi del latte. E poi è poco asciutto e ci aggiungi il pangrattato. Stasera ho capito che, a furia di aggiungere cose, il volume dell'impasto è nettamente aumentato e dovrò surgelare un bel po' di polpette, perché non c'è un battaglione pronto a finirle tutte.

La questione è che sono un'eterna insoddisfatta. Farei e rifarei tutto ogni volta. Rifarei questo blog, rifarei questo post, svuoterei ogni armadio di casa e lo riempirei seguendo una nuova logica.
Un sacco di fatica sprecata, tanto poi si torna al punto di partenza, e si ricomincia.

Comunque le polpette erano buone. E neanche questa volta mi sono segnata le dosi.

giovedì 10 aprile 2014

Nella tana del Bianconiglio

Pris: "Per avere il tempo di stare dietro a due blog dovrei licenziarmi."
Mia: "E poi non avresti più di cosa scrivere."


mercoledì 9 aprile 2014

La vanità del blogger. Sottotitolo: Pris è tornata!

Non credo di essere una persona vanitosa, non particolarmente.
Posso uscire di casa con una felpa, gli occhiali e la ricrescita.
Posso andare in giro con una macchina che non viene lavata da... non lo so.
Non sfidatemi oltre, posso.
Però all'ennesima voce che si alza per lamentare l'assenza del blog di Pris, non ho resistito. Capite, se si tocca quella corda lì, quella del "mi piaceva così tanto leggerti", io perdo totalmente lucidità e non so dire di no.

Ma alla fine, dov'era andata Pris?
Confesso, avevo deciso di darmi un tono, un contegno, un qualcosa. Avevo deciso che era necessario fare qualcosa di concreto per la ricerca di un nuovo lavoro, per misurarmi in modo più professionale con la blogosfera. Sì lo ammetto, ho aperto un blog "serio" di quelli che parlano di marketing, di pubblicità, di cosa ne penso della creatività, che segnalava faccende interessanti, che provava a dire cosa funziona e cosa no, sempre secondo me.
Eh lo so, che palle.
In realtà non è vero, mi sento in dovere di difendere l'altra mia creatura. Ne sono contenta, mi piace, eccetera. Però qua è un'altra cosa. Qua è uscire dal lavoro, bersi qualcosa e raccontare cosa mi è capitato.

Riuscirò mai a portare avanti due blog contemporaneamente? Uno alla volta mi sfianca, figuriamoci due.
Ma cos'è questa, una sfida? Ecco, ci sono cascata. Se è difficile, ci devo riuscire.
E quindi eccomi qua, Pris è tornata.

A proposito, per fare un buon riassunto di questi due anni, vorrei citare Tomasi di Lampedusa: "se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi". Ecco, io volevo che tutto cambiasse e tutto è rimasto com'era. Quindi non vi preoccupate, il riassunto delle puntate precedenti non è necessario, si può ripartire tranquillamente da qui.
Ben trovati!