lunedì 14 novembre 2011

Le mille contraddizioni di un copy con il motore di una Ferrari

Ho il raffreddore, sono stanca, sono di pessimo umore.
Dunque, sarò breve.

Mi preme diramare un piccolo bollettino in merito alla Ferrari che dai primi di settembre mi affianca nel ruolo di copywriter senior in agenzia.

La cosa più interessante di lui sono le molte contraddizioni tra ciò che esibisce e ciò che è.

Si dichiara incallito e appassionato motociclista. Però viene in ufficio con i mezzi o in macchina se il cielo minaccia pioggia.
Racconta di aver ricevuto in regalo i biglietti per andare a teatro, con un tono che sembra alludere a Luigi Pirandello o a Bernard Shaw. Invece va a fare il pubblico da Colorado.
Ostenta di continuo la sua decennale esperienza, sottolineando la sua capacità di affrontare ogni problema. Solo che non ha la più pallida idea di come inserire il numero di pagina in un ppt.
Va fiero del ruolo di referente dell'area creativa. Ma non può essere punto di riferimento di nessuno, perché non nutre alcun interesse circa quello che fanno gli altri (né in generale sugli altri).
Elargisce taglienti giudizi sulle altrui proposte creative. Ma è daltonico e non riconosce i colori, quindi gli è difficile sapere se un testo si legge bene su un fondo colorato. Nel caso, evita anche di controllarlo.

C'è da dire che è intelligente e che probabilmente scrive bene. Dico probabilmente, perché non ho avuto ancora occasione di apprezzare il suo talento. Di sicuro scrive molto. Almeno su WhatsApp.

Nessun commento: