venerdì 27 maggio 2011

Letizia e Giuliano: non serve leggere tra le righe

Mancano pochi giorni al ballottaggio per l'elezione del Sindaco di Milano. Staserami aspettavano due lettere: una di Letizia Moratti e una di Giuliano Pisapia. Le ho lette e le ho confrontate, trovando l'esperimento piuttosto interessante.

Letizia Moratti invia una lettera diversa alle donne e agli uomini. Io, in quanto donna, merito una lettera interamente al femminile, che in buona sostanza mi vuole convincere che Letizia è una di noi (dove il noi è tutto da capire..). Una lettera che parla del ruolo delle donne e dei servizi a loro dedicati. In realtà, la Moratti scrive che deve essere ancora riconosciuto il ruolo delle donne (ammettendo che non è stato "pienamente" valorizzato), ma non dice come. Parlando dei servizi per le donne, cita solamente la riduzione delle liste di attesa per gli asili (perché le donne sono mamme e questo binomio non può essere scisso), il fatto che è stata aumentata la sicurezza per le donne che prendono i mezzi pubblici la sera (ma senza spiegare come, e io che torno a casa tardi dal lavoro non mi sono mai accorta di nulla), i centri antiviolenza per le donne e le campagne di prevenzione per i tumori femminili, su cui mi permetto di sospendere il giudizio. Primo perché mi risulta che molto fosse stato già fatto dall'associazionismo e non saprei esattamente cosa ha fatto di più l'amministrazione comunale (né la Moratti lo spiega), secondo perché mi sembrano cose talmente fondamentali che ci mancherebbe altro non fossero state fatte.
Quello che mi lascia più perplessa è questa divisione di target che il marketing politico ha suggerito alla Moratti. Evidentemente ci si aspetta che io, in quanto donna, mi interessi solo del mio piccolo mondo, del mio focolare domestico che ai giorni nostri si è solo leggermente ampliato, ma che comunque sempre lì rimane. La lettera destinata all'elettore maschio, invece, tratta di vari argomenti che vanno dalla sicurezza alla viabilità, dall'acqua ai rifiuti, eccetera. L'elemento costante, comunque, è la fondamentale incapacità di entrare nel merito degli argomenti e di spiegare concretamente cosa si intende fare. Il sunto è che la Moratti ammette di non aver fatto tutto quello che c'era da fare, e chiede una seconda possibilità.
A me piace anche che venga dato uno sguardo di attenzione in più ai problemi delle donne. Ma preferirei che si cominciasse, una buona volta, a capire che i problemi delle donne sono problemi di civiltà e riguardano tutti, non solo le donne. Una città che non offre servizi per i bambini non fa un torto alle donne, ma a tutti. Una città dove le donne non siano sicure (ammesso sia vero) è una città che offende tutti. Ma evidentemente siamo lontani da tutto questo.

Sono di parte, lo ammetto. Ma la lettera di Pisapia a me è piaciuta. Una lettera più fitta, più lunga, più densa di contenuto. Una lettera in cui il candidato sindaco spiega concretamente quali sono i problemi di viabilità che intende risolvere, che chiarisce la questione della moschea e dei campi nomadi. Sicuramente c'è anche un po' di retorica politica, non lo nego. Ma di base c'è una persona che mi spiega come vede la città di Milano e io in questo racconto mi riconosco. Soprattutto, sono d'accordo sul fatto che l'attuale amministrazione ha "coltivato la paura dei cittadini anziché risolvere veramente i problemi".

Mi dispiace Letizia, ma non basta essere due donne per avere qualcosa in comune e io e te, onestamente, in comune non abbiamo proprio un bel niente.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

L'Italia e' sempre stata governata con la paura, oggi e' l'anniversarsario di via dei geo orgofili

Pris ha detto...

giustissimo, e purtroppo quasi nessuno si ricorda mai di queste stragi.

Guisito ha detto...

Una cosa che mi lascia perplesso è la questione delle "quote rosa" e in questo post trovo conferma alla legittimità dei miei dubbi. Ma perché fare questa distinzione tra maschi e femmine? Come se un 50% di donne in una amministrazione fosse garanzia di buon governo di per sé. Io non farei distinzione di sesso, ma piuttosto di capacità, di competenze, di merito. E se tra le persone da scegliere trovo che è il 100% di donne ad avere queste qualità, e se per dover scegliere il 50% di donne sono costretto a scegliere anche quelle tipo Santanchè o Minetti, che faccio?

Pris ha detto...

Ciao Guisito, concordo con te in linea di principio. Le donne non sono una specie in via di estinzione che deve essere tutelata. Nonostante questo, non siamo ancora arrivati al punto in cui è superfluo affermare pubblicamente che le donne e gli uomini hanno lo stesso peso e la stessa importanza. Ho fiducia in questo sindaco e voglio pensare che la volontà di fare una giunta 50-50 sia nata dalla consapevolezza di avere a disposizione personalità valide tanto tra gli uomini quanto tra le donne. La Giunta è appena stata presentata e non vedo nessuna Minetti e nessuna Santanché quindi le premesse sembrano buone... ora vediamo cosa succede!