martedì 17 maggio 2011

Blog che diventano famosi

In questi giorni assisto al declino della presenza di Mary Copy in agenzia. Il mio non è accanimento, solo esasperazione e devastazione psicologica. Con il passare dei giorni diminuiscono le aspettative nei suoi confronti da parte di tutti; la Uoma nemmeno si arrabbia con lei, come se non ne valesse la pena.
In un personale delirio di masochismo, mi rendo conto all'improvviso che, ogni volta che la Uoma mi ha urlato addosso, ha in qualche modo espresso stima nei miei confronti. Come quando litighi solo con le persone a cui tieni, delle altre chissene frega. O forse sono preda della sindrome di Stoccolma.

Una parentesi. Mary Copy continua a trascorrere buona parte del suo tempo a leggere blog, soprattutto di pubblicità e pubblicitari. Mi decanta spesso Donald Draper - BADAVENUE, blog di grido e particolarmente di moda se vuoi essere un creativo informato dei fatti.
Ecco, io volevo approfittare per dire che non riesco a leggerlo. Mi annoia, mi innervosisce, lo trovo del tutto irrilevante. E' il blog di persone molto fiere di appartenere alla creatività milanese, che parlano dei personaggi che lavorano in grandi agenzie come se fossero dei loro amici di infanzia (magari è così, buon per loro), che snobano progetti altisonanti come solo chi li mastica ogni santo giorno può permettersi di fare.
So che non raccoglierò il favore dei più, considerato che si tratta di un blog molto frequentato e commentato. Ma in tutta sincerità trovo questo parlarsi addosso stucchevole. Tanto, voglio dire, vivranno benissimo anche senza di me, e io senza di loro.

A Mary Copy, mi piacerebbe dire che non basta leggere tutti i blog più trendy dell'ambiente pubblicitario per capire qualcosa di pubblicità. Ma non mi ci metto.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Si pero' basta con queste paturnie dei creativi, nn si parla mai degli account in questo blog :p

Pris ha detto...

Ok, una perla di saggezza per te.
Il Reverendo, giusto ieri: "la location per l'evento è talmente grande che agli ospiti dovremo mettere il metal detector... cioè... sì, insomma, il collare al polso".