giovedì 21 aprile 2011

Come non prendere posizione (neanche su se stessi)

Meno di una settimana fa è uscito nelle sale Habemus Papam, l'ultimo film di Nanni Moretti. Da molto tempo prima sono iniziate le polemiche. La sintesi è molto semplice: pare che non sia consentito inventare storie, immaginare situazioni, studiare personaggi, che fino a prova contraria è la cosa più divertente per chi scrive libri e (immagino) sceneggiature.
Per lo più credo che tutto questo sia solo rumore di fondo, persino sopportabile se non ci si fa troppo caso.
Tranne una voce che si staglia tra le altre guadagnando la mia attenzione, tanto supera ogni limite.

Un sito cattolico denuncia, tra gli altri, Fabio Fazio per aver intervistato Nanni Moretti senza contraddittorio.

Io non so se serva commentare l'affermazione, perché fa molto ridere già così. Però, se volete, provate a riflettere.
Come se vi chiedessero di parlare di vostro figlio, però con la presenza di qualcuno a cui vostro figlio sta profondamente antipatico.
Come se vi chiedessero di raccontare del vostro matrimonio, però con la presenza di qualcuno che odia vostro marito o vostra moglie.
Come se vi chiedessero di raccontare di un lavoro che avete fatto e di cui andate fieri, però con la presenza di qualcuno che vi considera un idiota.
Non è contraddittorio questo, ma schizofrenia.


Nota - Doverosa conclusione amara e non più ironica: la questione è che aumentano le persone che credono che ogni azione sia un atto politico. E queste persone non pensano che la politica sia un modo diverso per chiamare l'impegno civico, ma un'associazione a delinquere da cui sia necessario difendersi. Questo porta a dimenticare che un film è un'espressione artistica e non un gioco di potere.

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