martedì 1 marzo 2011

E adesso musica!

Una persona normale, se travolta dallo scandalo Bunga Bunga, sarebbe stata presa dal panico e avrebbe faticato a trovare una via d'uscita.
Una persona normale.

Ma una persona che conosce profondamente tempi e linguaggi televisivi, non ha problemi a cavalcare questo momento, trovando il modo di volgerlo a suo favore. Ecco perchè Berlusconi, invece di tenere un dignitoso riserbo sulla vicenda, si misura in performance dialettiche che si inseguono, in un continuo ironizzare e giocare sul Bunga Bunga, sul gusto per il divertimento, sul suo amore per le donne, sulla sua indiscussa eterossessualità e prestanza sessuale. Non si vergogna di nulla. Mette in ridicolo gli altri, ridendo di tutti quelli che si scandalizzano, guardando le donne che si indignano e dicendo di loro che sono strumentalizzate o frustrate, o tutt'e due le cose.
Nessuno lo trattiene, è una battuta unica. Sabato è arrivato al punto di invitare il Congresso dei Cristiano riformisti ad unirsi al Bunga Bunga, e tutti questi uomini di fede hanno risposto con un boato.
Un crescendo che intende portare avanti fino al 6 aprile, quando spera che l'opinione pubblica si domanderà: ma davvero lo stanno processando per quella cosa di cui tutti ridono?

I tempi televisivi, ecco il segreto.
Se il prodotto viene lanciato il 6 aprile, per quella data tutto deve essere pronto, il terreno deve essere preparato a dovere.

Prima regola: comprare spazi pubblicitari, o meglio sfruttare ogni attimo di visibilità per portare avanti il proprio gioco.

Seconda regola: non difendersi mai, attaccare sempre. Ogni momento è buono per fare una battuta, raccontare una barzelletta, mettere in ridicolo qualcuno. Ridere quando i giornalisti fanno domande, non arrabbiarsi, essere superiori. Tenere il coltello dalla parte del manico, gestire la situazione.
Difficile affrontare un discorso serio se il Presidente del Consiglio fa così. Difficile trattare di questioni importanti. Meglio così. Se il terreno è questo si possono fare affermazioni che ci portano indietro di mille passi rispetto alle battaglie sociali e nessuno se ne potrà accorgere.
Insomma, Berlusconi non terrà mai un profilo basso. Non gli interessa e non sa nemmeno come si fa.
Lui è il vero protagonista dello show.

La mia conclusione è semplice: fare opposizione è difficile. Sono cambiate le regole. Bisogna cambiare i ritmi, bisogna sapere incalzare l'avversario.
Bisogna guardarsi allo specchio e chiedersi: ne sono capace? E poi avere l'onestà di accettare la risposta.

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