mercoledì 16 febbraio 2011

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Mary Copy affronta le sue prime prove critiche di agenzia.

Ieri la presentazione della sua campagna è andata bene, il rientro dalla riunione è stato glorioso, cliente in pugno e lavoro preso. Tempo due ore il cliente ha però inviato una mail (la solita mail) in cui indica quale sarà la bodycopy da utilizzare, evidentemente diversa da quella presentata.
La reazione di Mary Copy non è stata buona, soprattutto quando ha scoperto che la sua indignazione non veniva raccolta da nessuno.

Oggi ha scoperto che non è tutta una campagna pubblicitaria e che c'è ben altro da fare.
Ha scoperto che al copy non viene richiesto solo di scrivere testi creativi, rigorosamente in word, carattere arial (qualcuno ci penserà poi a rendere il tutto leggibile).
Non ha preso bene neanche questo.

Adesso il mio problema è che mugugna a voce bassa il suo scontento. Solo che a me viene da ridere, e siccome è seduta davanti a me, vengo ogni volta beccata.
Temo non sia l'inizio di una lunga amicizia.

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