mercoledì 16 novembre 2011

Nostop

Il Consiglio comunale di Milano delibera sulla vendita delle quote di Sea e Serravalle dopo un dibattito di 27 ore.
Sospetto che i lavori del Consiglio fossero nelle mani del mio Direttore Creativo.

martedì 15 novembre 2011

Le casette di marzapane dell'Ikea

Pris: "Che belle le casette di marzapane!" (guardando la solita banca immagini per la solita creatività natalizia)
Pussycat Boy: "Le hanno uguali anche all'Ikea"
Pris: "Ma che si montano, tipo il Billy?"
Pussycat Boy: "In che senso?"
Pris: "Sai la libreria Billy? Se è dell'Ikea, anche la casetta di marzapane avrà le viti e le istruzioni?"
Pussycat Boy: "Non so come dirtelo, ma nella comunità gay Billy è un'altra cosa... diciamo dalla forma più anatomica"
Pris: "Ok, niente istruzioni"

lunedì 14 novembre 2011

Le mille contraddizioni di un copy con il motore di una Ferrari

Ho il raffreddore, sono stanca, sono di pessimo umore.
Dunque, sarò breve.

Mi preme diramare un piccolo bollettino in merito alla Ferrari che dai primi di settembre mi affianca nel ruolo di copywriter senior in agenzia.

La cosa più interessante di lui sono le molte contraddizioni tra ciò che esibisce e ciò che è.

Si dichiara incallito e appassionato motociclista. Però viene in ufficio con i mezzi o in macchina se il cielo minaccia pioggia.
Racconta di aver ricevuto in regalo i biglietti per andare a teatro, con un tono che sembra alludere a Luigi Pirandello o a Bernard Shaw. Invece va a fare il pubblico da Colorado.
Ostenta di continuo la sua decennale esperienza, sottolineando la sua capacità di affrontare ogni problema. Solo che non ha la più pallida idea di come inserire il numero di pagina in un ppt.
Va fiero del ruolo di referente dell'area creativa. Ma non può essere punto di riferimento di nessuno, perché non nutre alcun interesse circa quello che fanno gli altri (né in generale sugli altri).
Elargisce taglienti giudizi sulle altrui proposte creative. Ma è daltonico e non riconosce i colori, quindi gli è difficile sapere se un testo si legge bene su un fondo colorato. Nel caso, evita anche di controllarlo.

C'è da dire che è intelligente e che probabilmente scrive bene. Dico probabilmente, perché non ho avuto ancora occasione di apprezzare il suo talento. Di sicuro scrive molto. Almeno su WhatsApp.

domenica 30 ottobre 2011

Cosa significa flessibilità

Mentre si fa un gran parlare di flessibilità e di licenziamenti facili, vorrei fare un esempio concreto di quel che significa tutto questo.

Oggi sono andata dal parrucchiere.
Mentre ero seduta sulla mia bella poltroncina con massaggio shiatsu incorporato, sentivo la ragazza che si occupava dei miei capelli lamentarsi con una collega.
Il motivo era semplice: erano le 15 e per l'ennesimo giorno non era ancora riuscita a mangiare. Per tutta la settimana, diceva, aveva pranzato non prima delle 16.

Siccome sono una curiosa cronica, ho aperto bene gli occhi e ho allungato le orecchie.
Ho visto la ragazza che si affrettava a finire tutto quello che aveva da fare e che puntualmente ritornava dal suo capo a chiedere se poteva fermarsi a mangiare. Ma ogni volta ho visto lui che continuava a risponderle "non ancora". 
Nel frattempo, sentivo lui che accoglieva le clienti, che scambiava due parole con le più fedeli e che raccontava per filo e per segno quello che aveva mangiato, sottolineando quanto per lui fosse importante prendersi una pausa e pranzare con calma, per evitare di accumulare stress e mal di stomaco.

Ecco quanto. Questa è la flessibilità.
Non è una questione difficile da capire. Significa che una ragazza di 25 anni non può andare a testa alta dal proprio capo per rivendicare una cosa così banale come pranzare ad un orario normale. Significa che deve lamentarsi a bassa voce, perché per il suo capo è troppo facile scegliere le persone di cui circondarsi, tenere quelle che non si lamentano, e mandare via quelle che creano problemi.
Significa che chi lavora perde completamente il senso dei propri diritti e lo spazio per rivendicarli. E significa che chi ha un minimo di potere si abitua ad avere due pesi e due misure per ogni cosa, dando per scontato che i dipendenti si assumano i rischi degli imprenditori, senza capire più la differenza, perché nessuno più gliela fa notare.

Tutto molto facile, insomma. Poi si possono organizzare delle tre giorni in cui discutere, scalciare, erigersi a paladini dei diritti, fare l'occhiolino ai sindacati, ripetere al governo di dimettersi, ricominciare a litigare, e così via. Però è tutto molto più facile da capire, anche se magari non altrettanto facile da risolvere, arrivati a questo punto. Magari bisognava accorgersene un po' di tempo fa.

domenica 31 luglio 2011

Perdiamoci di vista

Milano, un pomeriggio qualsiasi di un sabato qualsiasi di mezza estate.
Semaforo rosso.
Fermo la macchina e mi guardo intorno.
Sul marciapiede di fronte a me vedo un tizio, completa tenuta da moto. Parla con una ragazza e gesticola concitato.
Non lo vedo in faccia, ma si muove in modo familiare, anche se lì per lì mi sembra improbabile averlo ricosciuto davvero.
Semaforo verde.
Riparto, gli passo vicino e lo guardo meglio.
Io, la persona meno fisionomista che ci sia, mi rendo conto di aver avuto ragione su una persona che non vedo da circa 15 anni.

Ecco a voi la morale della giornata.
Possono trascorrere 15 anni senza che si incontri più una persona, la quale nel frattempo può invecchiare, ingrassare o dimagrire, perdere i capelli o farli crescere. Ma se 15 anni fa era una persona supponente e fastidiosa, continuerà per sempre a pontificare nello stesso modo, ed a mettere a disagio la persona con cui sta parlando. Anche 15 anni dopo.
Il tempo sembra quindi non aver migliorato lui, ma sono certa che abbia migliorato me, perché adesso certi soggetti li riconosco più velocemente.
E comunque, che bello alle volte perdersi di vista.

domenica 24 luglio 2011

Alla griglia di partenza

Le assenze rendono i ritorni più piacevoli.
Riassunto delle puntate precedenti: Pisapia è Sindaco di Milano, tutti i referendum sono passati, il mio computer dell'ufficio è morto da oltre un mese e io mi porto ogni giorno il mio da casa, finalmente non ho più il colorito grigio/verde da milanese doc, la mia Punto del '99 ha puzzato di benzina per circa una settimana ma poi è tornata come nuova (la pompa di benzina più che altro è nuova) e in ultimo ho avuto conferma di non saper fare una borsa sensata nemmeno per stare via un weekend (ho portato un paio di scarpe con tutta la scatola).
Detto questo, l'altro giorno sono arrivata in ufficio con immotivato buon umore e ne sono uscita con un malumore che di fatto aveva molto più senso.

Si vocifera che da settembre arriverà in agenzia un nuovo copy. Un uomo.
Che i miei capi hanno già definito "Una Ferrari".
Ho l'impressione che la Ferrari sia uno di quelli che nascono belli e che passano la vita con grande convinzione di esserlo. Questa cosa però va letta come metafora, perché la bellezza non è esattamente una questione che lo riguarda.
Leggermente pieno di sé e vagamente marpione strisciante, si è presentato alla festa dell'agenzia cercando di essere brillante e un po' viscido al tempo stesso, che pensavo fosse una cosa impossibile, ma ora che ho visto la Ferrari in azione posso assicurare che si può fare.
Ha indagato, ha ammiccato, ha bevuto, ha millantato.
Poi ad un certo punto, parlando con me, si è interrotto di colpo e ha cominciato a smanettare con il cellulare dicendomi: "cancello i vecchi messaggi". Strana come strategia per apparire interessante, ma ha usato pure quella.
Nel frattempo, ho anche avuto occasione di incontrarlo.
I miei capi mi hanno detto che ho un sacco da imparare da lui. Che lui viene da una grande agenzia e che per sganciarsi e venire da noi le cose sono complicate. Ma anche che ha tantissima voglia di lavorare con noi e che quindi è disponibile fin da ora a partecipare a qualche progetto.
Non si capisce bene come mai quello che è chiaro a me non lo è a loro: alla Ferrari non frega nulla di lavorare con noi gratis e prima del tempo. Vuole solo capire se si pentirà di venire via da dove si trova.
Ma va bene così, posso anche capirlo.
Soltanto con una riunione e una telefonata è già riuscito ad essere sgredevole con me una manciata di volte.
Peccato. Mi spiace che abbia capito così male cosa vuol dire lavorare con delle donne.

venerdì 27 maggio 2011

Letizia e Giuliano: non serve leggere tra le righe

Mancano pochi giorni al ballottaggio per l'elezione del Sindaco di Milano. Staserami aspettavano due lettere: una di Letizia Moratti e una di Giuliano Pisapia. Le ho lette e le ho confrontate, trovando l'esperimento piuttosto interessante.

Letizia Moratti invia una lettera diversa alle donne e agli uomini. Io, in quanto donna, merito una lettera interamente al femminile, che in buona sostanza mi vuole convincere che Letizia è una di noi (dove il noi è tutto da capire..). Una lettera che parla del ruolo delle donne e dei servizi a loro dedicati. In realtà, la Moratti scrive che deve essere ancora riconosciuto il ruolo delle donne (ammettendo che non è stato "pienamente" valorizzato), ma non dice come. Parlando dei servizi per le donne, cita solamente la riduzione delle liste di attesa per gli asili (perché le donne sono mamme e questo binomio non può essere scisso), il fatto che è stata aumentata la sicurezza per le donne che prendono i mezzi pubblici la sera (ma senza spiegare come, e io che torno a casa tardi dal lavoro non mi sono mai accorta di nulla), i centri antiviolenza per le donne e le campagne di prevenzione per i tumori femminili, su cui mi permetto di sospendere il giudizio. Primo perché mi risulta che molto fosse stato già fatto dall'associazionismo e non saprei esattamente cosa ha fatto di più l'amministrazione comunale (né la Moratti lo spiega), secondo perché mi sembrano cose talmente fondamentali che ci mancherebbe altro non fossero state fatte.
Quello che mi lascia più perplessa è questa divisione di target che il marketing politico ha suggerito alla Moratti. Evidentemente ci si aspetta che io, in quanto donna, mi interessi solo del mio piccolo mondo, del mio focolare domestico che ai giorni nostri si è solo leggermente ampliato, ma che comunque sempre lì rimane. La lettera destinata all'elettore maschio, invece, tratta di vari argomenti che vanno dalla sicurezza alla viabilità, dall'acqua ai rifiuti, eccetera. L'elemento costante, comunque, è la fondamentale incapacità di entrare nel merito degli argomenti e di spiegare concretamente cosa si intende fare. Il sunto è che la Moratti ammette di non aver fatto tutto quello che c'era da fare, e chiede una seconda possibilità.
A me piace anche che venga dato uno sguardo di attenzione in più ai problemi delle donne. Ma preferirei che si cominciasse, una buona volta, a capire che i problemi delle donne sono problemi di civiltà e riguardano tutti, non solo le donne. Una città che non offre servizi per i bambini non fa un torto alle donne, ma a tutti. Una città dove le donne non siano sicure (ammesso sia vero) è una città che offende tutti. Ma evidentemente siamo lontani da tutto questo.

Sono di parte, lo ammetto. Ma la lettera di Pisapia a me è piaciuta. Una lettera più fitta, più lunga, più densa di contenuto. Una lettera in cui il candidato sindaco spiega concretamente quali sono i problemi di viabilità che intende risolvere, che chiarisce la questione della moschea e dei campi nomadi. Sicuramente c'è anche un po' di retorica politica, non lo nego. Ma di base c'è una persona che mi spiega come vede la città di Milano e io in questo racconto mi riconosco. Soprattutto, sono d'accordo sul fatto che l'attuale amministrazione ha "coltivato la paura dei cittadini anziché risolvere veramente i problemi".

Mi dispiace Letizia, ma non basta essere due donne per avere qualcosa in comune e io e te, onestamente, in comune non abbiamo proprio un bel niente.

martedì 17 maggio 2011

Blog che diventano famosi

In questi giorni assisto al declino della presenza di Mary Copy in agenzia. Il mio non è accanimento, solo esasperazione e devastazione psicologica. Con il passare dei giorni diminuiscono le aspettative nei suoi confronti da parte di tutti; la Uoma nemmeno si arrabbia con lei, come se non ne valesse la pena.
In un personale delirio di masochismo, mi rendo conto all'improvviso che, ogni volta che la Uoma mi ha urlato addosso, ha in qualche modo espresso stima nei miei confronti. Come quando litighi solo con le persone a cui tieni, delle altre chissene frega. O forse sono preda della sindrome di Stoccolma.

Una parentesi. Mary Copy continua a trascorrere buona parte del suo tempo a leggere blog, soprattutto di pubblicità e pubblicitari. Mi decanta spesso Donald Draper - BADAVENUE, blog di grido e particolarmente di moda se vuoi essere un creativo informato dei fatti.
Ecco, io volevo approfittare per dire che non riesco a leggerlo. Mi annoia, mi innervosisce, lo trovo del tutto irrilevante. E' il blog di persone molto fiere di appartenere alla creatività milanese, che parlano dei personaggi che lavorano in grandi agenzie come se fossero dei loro amici di infanzia (magari è così, buon per loro), che snobano progetti altisonanti come solo chi li mastica ogni santo giorno può permettersi di fare.
So che non raccoglierò il favore dei più, considerato che si tratta di un blog molto frequentato e commentato. Ma in tutta sincerità trovo questo parlarsi addosso stucchevole. Tanto, voglio dire, vivranno benissimo anche senza di me, e io senza di loro.

A Mary Copy, mi piacerebbe dire che non basta leggere tutti i blog più trendy dell'ambiente pubblicitario per capire qualcosa di pubblicità. Ma non mi ci metto.

martedì 10 maggio 2011

I giusti canali dell'informazione

TerzaSorella: Ho una notizia per te: Microsoft ha comprato Skype.
Reverendo: Ma io lo sapevo già da ieri, me l'aveva scritto.

Ma chi, direttamente il vecchio Bill?

giovedì 21 aprile 2011

Come non prendere posizione (neanche su se stessi)

Meno di una settimana fa è uscito nelle sale Habemus Papam, l'ultimo film di Nanni Moretti. Da molto tempo prima sono iniziate le polemiche. La sintesi è molto semplice: pare che non sia consentito inventare storie, immaginare situazioni, studiare personaggi, che fino a prova contraria è la cosa più divertente per chi scrive libri e (immagino) sceneggiature.
Per lo più credo che tutto questo sia solo rumore di fondo, persino sopportabile se non ci si fa troppo caso.
Tranne una voce che si staglia tra le altre guadagnando la mia attenzione, tanto supera ogni limite.

Un sito cattolico denuncia, tra gli altri, Fabio Fazio per aver intervistato Nanni Moretti senza contraddittorio.

Io non so se serva commentare l'affermazione, perché fa molto ridere già così. Però, se volete, provate a riflettere.
Come se vi chiedessero di parlare di vostro figlio, però con la presenza di qualcuno a cui vostro figlio sta profondamente antipatico.
Come se vi chiedessero di raccontare del vostro matrimonio, però con la presenza di qualcuno che odia vostro marito o vostra moglie.
Come se vi chiedessero di raccontare di un lavoro che avete fatto e di cui andate fieri, però con la presenza di qualcuno che vi considera un idiota.
Non è contraddittorio questo, ma schizofrenia.


Nota - Doverosa conclusione amara e non più ironica: la questione è che aumentano le persone che credono che ogni azione sia un atto politico. E queste persone non pensano che la politica sia un modo diverso per chiamare l'impegno civico, ma un'associazione a delinquere da cui sia necessario difendersi. Questo porta a dimenticare che un film è un'espressione artistica e non un gioco di potere.

venerdì 15 aprile 2011

Elio&Elio

Arriva aprile, arriva il Salone del Mobile a Milano. E quindi il Fuori Salone.
Milano è una città che ci sguazza in queste cose, tra gli aperitivi molto modaioli e i personaggi molto infighettati. Spesso mi domando come faccio io, ogni anno, ad attraversare tutto questo facendo quasi finta di niente.
Ma quest'anno ho incontrato anch'io il vip.
Due giorni fa, tornando a casa dal lavoro in macchina, ho dato un passaggio ad una collega e sono passata dal centro. Il mio parcheggio era provvisorio e non proprio da manuale, lo ammetto. Neanche nulla di sconvolgente, intendiamoci.
Ad un certo punto, è passato in fianco alla mia macchina Elio Fiorucci, Ha tolto i suoi occhiali con montatura gialla e mi ha guardato malissimo. Ma in faccia, proprio come se mi volesse chiedere cosa ci facessi io al mondo. O la mia macchina.
Eccola qui la vita mondana che mi merito.
Nel frattempo la mia collega continuava a lodare i suoi occhiali.
Io sono tornata a casa e ho pensato a questo post, che avrebbe potuto aprire con un Elio e chiudere con un altro Elio. Restando sempre in tema.

giovedì 24 marzo 2011

Hai voluto la bicicletta?

Non riesco a capire una cosa.
Ma perchè se vengono lanciati degli scooter che hanno la doppia ruota davanti, io non posso andare in giro con una biclietta che abbia due ruote dietro?
Attendo risposte, grazie.

giovedì 10 marzo 2011

Quando il Gran Ciambellano diventa Maestro di Cerimonie

Si rivela sempre interessante partecipare a quelle riunioni in cui si incontra per la prima volta un potenziale fornitore. L'occasione è ghiotta per presentare l'agenzia, dipingendola come uno scrigno delle meraviglie.
E devo dire che quest'ultima volta si è rivelata particolarmente divertente per il Gran Ciambellano, che ha dato del suo meglio.
Nei primi cinque minuti, ho pensato che sarebbe piaciuto anche a me lavorare in questa agenzia.
Nei seguenti cinque minuti mi sono resa conto che ci stavo da fin troppo tempo e che anche per i tizi che mi sedevano di fronte l'incanto si era già infranto.
Perché bisogna sapersi contenere. Se si esagera, diventa complicato rimanere credibili.

La riunione si faceva noiosa e io ho preso qualche appunto, giusto per restare sveglia.
"Noi siamo abituati a presentare ai clienti dei progetti-wow-completi"
"Voi in che cosa siete cintura nera?"
"Sento della buona energia in voi. Adesso vorrei vedere come frullate le idee."

Tutto vero e documentato. Credetemi.

martedì 8 marzo 2011

domenica 6 marzo 2011

Sette donne più una

Nell'agenzia in cui lavoro, esclusi i capi, siamo otto donne.
Nella pausa pranzo, ci sono otto donne che si riuniscono in una stanza e mangiano.
E quindi otto donne che parlano.
No, non proprio. Diciamo sette donne che parlano, più Mary Copy che consuma rapidamente il suo pranzo e se ne va senza proferire verbo.
Ma sette è comunque un numero critico.
Noi ci proviamo a sfatare tutti i luoghi comuni sul femminile, ma la verità è che gli argomenti forti della conversazione sono gli uomini e le diete (con variante attività fisica per smaltire calorie).
Ovviamente non dovete pensare che siamo persone banali e noiose. Parliamo anche di politica, di cultura, di attualità, delle nostre famiglie, dei nostri amici, di viaggi... Ma alla fine sempre di uomini e di diete.
Allora, questo post è dedicato a noi sette. Otto. No, Mary Copy non segue il mio blog e credo sia preferibile.

Negli USA hanno studiato la cyclette da scrivania. Molto piccola, si sistema sotto la scrivania, si collega al pc e quando si inizia a pedalare si visualizza una piccola schermata che dice a quale velocità si sta andando, quanti chilometri sono stati percorsi, e soprattutto quante calorie sono state consumate. Dalla foto mi viene solo un dubbio: come si concilia con la sedia da scrivania dotata di rotelle? Io mi immagino già pedalare e iniziare a spostarmi all'indietro con la sedia, per precipitare sul pavimento... Ma a parte questo, io sono convinta che questa scoperta cambierà la nostra vita lavorativa.
Secondo me, nel progress di lunedì dovremmo proporre l'acquisto di questo meravoglioso ritrovato della tecnologia. Come recitava il tormentone di un vecchio spot: meditate gente, meditate.

A proposito: vi dico subito che la versione che si collega a pc non è ancora disponibile (l'ho molto cercata!) e probabilmente per ora è riconducibile solo all'esperimento condotto dal British Journal of Sports Medicine.
Dobbiamo quindi accontentarci delle mini bike elettriche presenti sul mercato. Il costo è intorno ai 100 euro (tra i 70 e i 130 circa). Ma cercando bene e limitando le pretese, si trova anche a meno.

martedì 1 marzo 2011

E adesso musica!

Una persona normale, se travolta dallo scandalo Bunga Bunga, sarebbe stata presa dal panico e avrebbe faticato a trovare una via d'uscita.
Una persona normale.

Ma una persona che conosce profondamente tempi e linguaggi televisivi, non ha problemi a cavalcare questo momento, trovando il modo di volgerlo a suo favore. Ecco perchè Berlusconi, invece di tenere un dignitoso riserbo sulla vicenda, si misura in performance dialettiche che si inseguono, in un continuo ironizzare e giocare sul Bunga Bunga, sul gusto per il divertimento, sul suo amore per le donne, sulla sua indiscussa eterossessualità e prestanza sessuale. Non si vergogna di nulla. Mette in ridicolo gli altri, ridendo di tutti quelli che si scandalizzano, guardando le donne che si indignano e dicendo di loro che sono strumentalizzate o frustrate, o tutt'e due le cose.
Nessuno lo trattiene, è una battuta unica. Sabato è arrivato al punto di invitare il Congresso dei Cristiano riformisti ad unirsi al Bunga Bunga, e tutti questi uomini di fede hanno risposto con un boato.
Un crescendo che intende portare avanti fino al 6 aprile, quando spera che l'opinione pubblica si domanderà: ma davvero lo stanno processando per quella cosa di cui tutti ridono?

I tempi televisivi, ecco il segreto.
Se il prodotto viene lanciato il 6 aprile, per quella data tutto deve essere pronto, il terreno deve essere preparato a dovere.

Prima regola: comprare spazi pubblicitari, o meglio sfruttare ogni attimo di visibilità per portare avanti il proprio gioco.

Seconda regola: non difendersi mai, attaccare sempre. Ogni momento è buono per fare una battuta, raccontare una barzelletta, mettere in ridicolo qualcuno. Ridere quando i giornalisti fanno domande, non arrabbiarsi, essere superiori. Tenere il coltello dalla parte del manico, gestire la situazione.
Difficile affrontare un discorso serio se il Presidente del Consiglio fa così. Difficile trattare di questioni importanti. Meglio così. Se il terreno è questo si possono fare affermazioni che ci portano indietro di mille passi rispetto alle battaglie sociali e nessuno se ne potrà accorgere.
Insomma, Berlusconi non terrà mai un profilo basso. Non gli interessa e non sa nemmeno come si fa.
Lui è il vero protagonista dello show.

La mia conclusione è semplice: fare opposizione è difficile. Sono cambiate le regole. Bisogna cambiare i ritmi, bisogna sapere incalzare l'avversario.
Bisogna guardarsi allo specchio e chiedersi: ne sono capace? E poi avere l'onestà di accettare la risposta.

domenica 27 febbraio 2011

Muratore moldavo impara l'italiano

Ieri sera mi sono addormentata sul divano. Al mio risveglio, mi attendeva su Rai Uno il corso di italiano per stranieri.
Come tutti i corsi di lingua, si presentano situazioni e dialoghi ipotetici ma verosimili in cui l'alunno si potrebbe trovare, in modo tale che possa imparare le frasi più utili.
Tutti voi avrete tentato di fare le prime conversazioni in lingua dicendo chi siete, da dove venite, quanti anni avete e chiedendo qualcosa di particolarmente tipico: dove trovare il tale monumento, dove poter mangiare, eccetera.
Le scenette presentate da Rai Uno avevano come protagonisti un muratore moldavo e una badante ucraina.
Chi altro ha bisogno di imparare l'italiano?
Va bene, saranno statistiche.
Ma anche se fosse, perchè non possono anche loro avere necessità di imparare frasi tipiche per fare amicizia, raccontare della propria vita, della propria famiglia, o sapere qual è il piatto tipico della città dove sono arrivati a vivere?
"Sono moldavo e faccio il muratore. Sono bravo a fare il muratore. Lavoro bene e sono veloce."
Soprattutto hai un coraggio invidiabile.

martedì 22 febbraio 2011

Merry Copy!

I miei titoli cominciano ad essere molto simili, ma teniamo il filo del discorso.
Volevo solo segnalare una piccola nota. L'arrivo di Mary Copy avrebbe potuto minare la mia autostima, avrebbe potuto mettere in crisi il mio ruolo. La realtà è che Mary Copy fa la metà delle cose che faccio io. La restante metà non è capace di farla e soprattutto non è interessata ad impararla.
Il risultato è un trionfo: lei esce in orario sfoderando un sorriso durbans (anzi, neanche quello a dire il vero) mentre io sistemo per altre due ore e mezza il lavoro lasciato a metà da lei.
Ora, la conclusione è soprendente. Sul momento mi arrabbio, perchè non è elegante da parte sua mollarmi sulla scrivania ogni cosa, voltare le spalle e prendere la porta.
Ma la verità è che poi mi viene da ridere. Penso ai miei capi che credono di aver fatto una cosa tanto furba tenendo buona me e prendendo anche lei. E aspetto, perchè so che si accorgeranno presto della loro genialata, e magari sarà in una di quelle giornate belle intense, in cui sono particolarmente disposti a prendere le sorprese con allegria.
Basta che mi metta comoda ad aspettare. Vi aggiornerò.

venerdì 18 febbraio 2011

Il coraggio di cambiare le cose

Oggi ho preso una decisione importante.
Dopo aver lungamente riflettuto, credo proprio che a questo giro mi farò crescere i capelli.
In questo momento è il massimo che posso fare. Ci saranno momenti migliori e più coraggiosi per riflettere su tutto il resto. Bisogna anche sapersi accontentare.

mercoledì 16 febbraio 2011

Breaking News

Mary Copy affronta le sue prime prove critiche di agenzia.

Ieri la presentazione della sua campagna è andata bene, il rientro dalla riunione è stato glorioso, cliente in pugno e lavoro preso. Tempo due ore il cliente ha però inviato una mail (la solita mail) in cui indica quale sarà la bodycopy da utilizzare, evidentemente diversa da quella presentata.
La reazione di Mary Copy non è stata buona, soprattutto quando ha scoperto che la sua indignazione non veniva raccolta da nessuno.

Oggi ha scoperto che non è tutta una campagna pubblicitaria e che c'è ben altro da fare.
Ha scoperto che al copy non viene richiesto solo di scrivere testi creativi, rigorosamente in word, carattere arial (qualcuno ci penserà poi a rendere il tutto leggibile).
Non ha preso bene neanche questo.

Adesso il mio problema è che mugugna a voce bassa il suo scontento. Solo che a me viene da ridere, e siccome è seduta davanti a me, vengo ogni volta beccata.
Temo non sia l'inizio di una lunga amicizia.

venerdì 11 febbraio 2011

E il copy nuovo?

Ho scoperto che il mio blog è seguito.
Che nessuno mi fraintenda, non mi sono montata la testa e non penso di essere diventata una blogstar. Ogni tanto mi diverto a curiosare le statistiche di accesso e so perfettamente che mi leggono un po' di ragazzini che arrivano qui cercando il riassunto di qualche libro.
Ma non avrei mai detto che amici ed amiche seguissero davvero quello che scrivevo.
Invece nel corso dell'ultima settimana, la frase che ho sentito più spesso è stata: "Ciao, come stai? E con il copy nuovo come va?"
Molto bene.
Capisco di avere una responsabilità nei confronti dei miei lettori.

Posso dire che sono trascorse le due settimane di prova. Mary Poppins si fermerà ancora per un nuovo periodo di prova. Non so bene quanto ci sia da provare, ma questo è quanto.
C'è una precisazione da fare, però. In queste due settimane non ho avuto modo di conoscere il suo cognome e quindi, per onor di cronaca, d'ora in poi la chiamerò Mary Copy.
Per il resto, ecco quello che sappiamo di lei: nome, città di nascita, età, segno zodiacale (siamo pessime!), corso di laurea, quartiere di residenza, esistenza di un fidanzato. Stop.
Vi sembra un po' poco? Beh, ma voi potreste dire di sapere tutte queste cose sulla vera e unica Mary Poppins?

Per il momento, comunque, la cosa certa è che il suo ingresso in agenzia è stato davvero un evento vivace, divertente e scoppiettante.
Appena succederà veramente qualcosa, vi farò sapere.

lunedì 31 gennaio 2011

Tutto potrebbe succedere

Supercalifragilistichespiralidoso

Qualcuno avrebbe potuto prevedere l'arrivo di Mary Poppins?
No, diranno in coro i nostri piccoli lettori.
Infatti, perché quando meno te lo aspetti Mary Poppins si presenta alla tua porta e ti offre su un piatto d'argento tutte le soluzioni.
E così oggi si è presentata alla porta dell'agenzia una copy. Chi sarà mai? Nessuno lo sa, anzi nessuno si è reso conto del suo arrivo.
Evidentemente il mio direttore creativo ha scritto una letterina, esausta e insoddisfatta del copy attuale (la sottoscritta, se qualcuno si fosse distratto), ma poi pensando che era troppo bello per essere vero, si è accorta che i suoi desideri non si sarebbero mai avverati. Così ha stracciato la pagina in tanti piccoli foglietti e li ha gettati nel bidone della raccolta differenziata in cortile.
E, come per magia, oggi si è presentata una copy per il suo colloquio.
Cartellina rossa sotto il braccio, forse con un portfolio. Ma chi può dire cosa contiene la borsa di Mary Poppins?
Nessuno lo sa, ok, ok, non c'è bisogno di fare tutti i coretti per favore.
In realtà, comunque, nessuno si è accorto del suo arrivo, e nessuno ha capito che fosse lì per un colloquio. Lei è entrata in sala riunioni e ognuno ha ripreso a fare quello che stava facendo.
Fino a quando questa sera, poco prima di uscire, la Uoma ci ha detto "domani mattina arriva una ragazza nuova e fa la copy".
Che strano, senza mai guardarmi in faccia.
Che strano, si è dimenticata di dirmi qualcosa.
Ora, non è che mi debba delle spiegazioni. Però avvisarmi, comunicarmelo, farmi sapere come mi dovrò comportare o regolare con lei sarebbe stato interessante visto che, in linea teorica, io sarei il copy senior.
Non vorrei ancorarmi all'idiozia dei ruoli. Però anche sapere che i miei capi mi ritengono così inutile nell'economia generale del gruppo da ritenere irrilevante parlare con me, onestamente, non mi ha lasciato del tutto soddisfatta.
Va bene, aspettiamo domani mattina.Vi tengo aggiornati.

domenica 23 gennaio 2011

Generosità senza confini

Berlusconi non pagava prostitute, era solo generoso.
Quindi, anche le ragazze non erano prostitute, ma solo generose.
Ognuno offre quello che possiede, alla fine.

martedì 18 gennaio 2011

Ridimensionare gli obiettivi

Pris: Vorrei lavorare in un posto normale.
Mia: Non ti sentiresti a tuo agio.

Dame della carità sprecate

Scena: riunione per la definizione di un piano di comunicazione di una compagnia di assicurazione.

Pris: Veniamo alle attività che riguardano la responsabilità sociale e i progetti a scopo benefico...
Uoma: Io ho un'idea ... offriamo un'assicurazione ai senzatetto!
Reverendo: Non si può, non danno garanzie.
Pris: Ma che c'entra ... certo che si può! Basta istituire un fondo e utilizzare il denaro per quello. Più che altro, non capisco che assicurazione gli vuoi offrire.
Uoma: Un'assicurazione sanitaria.
Pris: Ma non ne hanno bisogno.
Uoma: E se si ammalano? Mica possono andare al pronto soccorso ...
Pris: Certo che possono.
Uoma: E come fanno?
Pris: In Italia abbiamo la mutua, hai presente il Sistema Sanitario Nazionale?
Uoma: Ma davvero?
Pris: Fidati.
Uoma: Allora no, non gli serve ...

Conclusioni. Ecco perché la Uoma e il Reverendo non capiscono il motivo delle ritenute sugli stipendi e delle tasse in generale. Non si finisce mai di imparare.