lunedì 2 agosto 2010

Quello che non ho

Quello che non ho è una camicia bianca
quello che non ho è un segreto in banca
quello che non ho sono le tue pistole
per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole.


Quello che non ho è di farla franca 
quello che non ho è quel che non mi manca
quello che non ho sono le tue parole
per guadagnarmi il cielo per conquistarmi il sole.


Quello che non ho è un orologio avanti
per correre più in fretta e avervi più distanti
quello che non ho è un treno arrugginito
che mi riporti indietro da dove sono partito.


Quello che non ho sono i tuoi denti d'oro
quello che non ho è un pranzo di lavoro
quello che non ho è questa prateria
per correre più forte della malinconia.


Quello che non ho sono le mani in pasta
quello che non ho è un indirizzo in tasca
quello che non ho sei tu dalla mia parte
quello che non ho è di fregarti a carte.


Quello che non ho è una camicia bianca
quello che non ho è di farla franca
quello che non ho sono le sue pistole
per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole.

2 commenti:

g. ha detto...

Es hora de hablar
de la quimera de otra vida
de lo que no supimos expresar
del trapecio que ante la nada oscila
de tragedias y triunfos que duran un segundo
de alterar el destino
y de la fábrica de hielo del olvido.

Es hora de hablar
de las cosas rotas que no puedo arreglar
de que este humor no tiene que ver contigo
que hace tiempo que nada acabar consigo
que el fama es el opio del triunfador
y más vale suerte que talento
y me basta este momento como una revelación.

Es hora de hablar
de las voces de los hombres y su engaño
de la verdad como forma de violencia
del dolor y de la inocencia
del infinito entre tus brazos
y de los límites de mi cuerpo
y el regateo de mi ficción pura ficción.

Es hora de hablar
de la culpa y la madre del castigo
de hacerse viejo entre tus enemigos
del lento proceso de derrumbe
y que nunca hablamos de lo que hay que hablar
de secuencias de presagios que se cumplen
y que quiero hacer muchas cosas por ti
las más posibles
las más posibles


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È ora di parlare. Della chimera di un'altra vita, di quello che non abbiamo saputo esprimere. Del trapezio che oscilla davanti al niente, di tragedie e trionfi che durano un secondo, di alterare il destino e della fabbrica di ghiaccio che è l'oblio.

È ora di parlare. Delle cose rotte che non posso sistemare,di questo umore che non ha niente a che vedere con te, che da tempo niente finisce con il tempo, della fama che è l'oppio del trionfatore e della fortuna che vale più del talento. Mi basta questo momento come rivelazione.

È ora di parlare. Della voce degli uomini e del suo inganno, della verità come forma di violenza, del dolore e dell'innocenza, dell'infinito tra le tue braccia e dei limiti del mio corpo, della contrattazione della mia finzione, pura finzione.

È ora di parlare. Della colpa e della madre della punizione, del farsi vecchio tra i propri nemici, del lento processo di crollo e del fatto che non parliamo mai di quello di cui bisognerebbe parlare, di sequenze di presagi che si realizzano e del fatto che vorrei fare così tante cose per te, quante più possibili. Quante più possibili.

- bunbury

Pris ha detto...

Wow! Grazie g. me la sono anche ascoltata, visto che mi avevi fatto venire voglia!