domenica 9 maggio 2010

La noia dei luoghi comuni

E' ufficiale, non sopporto la comicità di genere.
Mi riferisco a quella comicità in cui le donne parlano dei difetti di TUTTI gli uomini e gli uomini dei difetti di TUTTE le donne.
In genere gli uomini sono: pigri, non particolarmente amanti della pulizia, disattenti nei confronti di trucco e parrucco femminili, allergici allo shopping, fanatici dello sport, adoratori della propria mamma e della sua cucina, incapaci di trovare le proprie mutande nei cassetti predisposti.
Di contro, in genere le donne sono: geneticamente inadatte alla guida e al parcheggio, prive di senso pratico, refrattarie al sesso (in molti casi siamo ancora alla leggenda metropolitana del mal di testa), incapaci di capire cosa sia un fuori gioco, fanatiche dello shopping, impegnate ad estorcere soldi al genere maschile, impedite nel comprendere la tecnologia, naturalmente predisposte ad essere noiose e petulanti.

Sembra incredibile, ma anche i comici su cui avrei puntato qualcosa, presto o tardi si sono ripiegati su questi cliché. Vedi Luciana Littizzetto che adesso, pur di fare lo spot Coop, decanta il suo impegno nell'acquistare cibi sani perchè suo figlio non diventi come suo marito. Ma lei non ha un figlio. Perchè deve fare così? E perchè anche lei deve abbassarsi a parlare sempre di uomini che non sanno centrare la tazza quando fanno pipì?
Per non parlare di quando le attrici comiche partoriscono. E' la fine, perchè da lì in poi non parleranno mai più d'altro.

Va bene, vi direte voi, ma cosa me ne importa? C'è sempre la libertà di cambiare canale o di scegliere gli spettacoli cui partecipare.
Giustissimo, sacrosanto.
Quello che mi infastidisce è il messaggio che serpeggia.
L'idea che esistano due scatoloni con appiccicata fuori un'etichetta bella grande. Perchè così è più semplice, siamo sempre sicuri di sapere cosa c'è dentro e chi abbiamo davanti.

Va bene, ma non è così.
Mi piace il calcio e mi diverto ad andare allo stadio. Ma più di una volta mi sono sentita dire di stare zitta, essendo donna.
Mi piace guidare anche se non sono un'amante dei motori. Eppure spesso quando mi accosto per parcheggiare, trovo qualche egregio signore che si ferma apposta per vedere se ce la faccio.
Mi piace fare shopping, è vero, ma mi annoio con estrema facilità e voglio quasi subito tornare a casa.
La tecnologia mi affascina, così come la fantascienza, fin da quando ero bambina. Però a volte nei negozi di informatica rispondono alle mie domande come se parlassero a un bambino e quando di recente ho chiamato la Telecom per segnalare che l'ADSL non funzionava, il tecnico mi ha chiesto se ero sicura che il computer fosse acceso.

Sarà solo comicità, saranno solo giullari, ma non è così semplice secondo me.

2 commenti:

Guisito ha detto...

Periodo in cui la genialità è latitante in ogni settore, la crisi la fa da padrone anche nel cabaret; terribile il flop di "Aria fresca" di Carlo Conti: inguardabile. Adesso se vuoi farti quattro risate devi guardare il telegiornale di Emilio Fede.

Pris ha detto...

chissà perchè, visto che la genialità è latitane, i veri geni non emergono con grande facilità... troppo semplice così, vero?!?