sabato 20 febbraio 2010

Carnevale

Oggi a Milano è sabato grasso. Il resto di Italia ha già chiuso i festeggiamenti, ma si sa che a Milano siamo sempre particolari.
Tra una chiacchiera e l'altra, ieri ricordavo i miei travestimenti da bambina.
Fatta eccezione per l'unico anno in cui mi toccò un vestito da fatina che non so neanche da che parte arrivasse... c'è stato il travestimento da Candy Candy, con tanto di parrucca bionda decisamente vaporosa e con fioccheti rossi, il travestimento da puffetta (l'anno successivo) che mi ha permesso di reciclare la parrucca di Candy Candy calcandogli sopra un berretto di lana bianco, il travestimento da damina del 400 che mi ha fatto trascorrere tutto un pomeriggio dicendo "sono una dama del 400, ma non del 1400". Trovavo insopportabie che si potesse non capire.
Poi nella mia personalissima classifica c'è il trasvestimento migliore e quello peggiore.
Il migliore è stato quello da Actarus. E non chiedetemi chi è Actarus.
Mia mamma aveva provveduto a tutto: avevo la maschera che ricreava esattamente il casco giallo, avevo un lupetto (forse non ero rosso, ma nero... vabbè, licenza poetica) e dei pantaloni con calza maglia sotto.

Poi mia mamma aveva confezionato il corpetto nero con la carta crespa e ci aveva attaccato davanti la decorazione con carta adesiva lucida blu. Uno spettacolo, davvero.

Il peggiore è stato quello da sirena. Anche lì c'è stata la mano, oggettivamente meno fortunata, di mia mamma.
Come base, ero vista più o meno da mimo, lupetto nero e calzamaglia nera. Sopra mi aveva cucito corpetto aderente e gonna lunga e stretta con un tessuto blu che sembrava quasi fosse una rete. Sulla gonna, aveva ritagliato e applicato tanti pesciolini colorati. Detto così non sembrava niente male.
Fatto sta che andai come al solito all'oratorio, e al mio rientro mia mamma mi chiese se mi ero divertita e se il vestito era piaciuto.
"Credo di sì" le risposi. "Ma cosa vuol dire battona? Perchè una bambina più grande mi ha chiesto se ero vetita da battona, ma io le ho risposto che credevo di no."
Mia mamma non rimase molto contenta.

martedì 16 febbraio 2010

Come rendere popolare un blog

Si fa presto a dire che per dare una botta di notorietà al proprio blog servirebbe infilarci un post a tinte forti, se ci fosse un po' di sesso sarebbe meglio.
E di blog in giro che seguono questo trend ce ne sono parecchi.
Ma con mia grande sorpresa scopro che, analizzando con attenzione le sorgenti di traffico del mio blog, un buon 30% di visite è rappresentato da persone alla ricerca di un riassunto del romanzo "La banalità del bene" di Enrico Deaglio, di cui avevo parlato tempo fa.
Altro che sesso. Riassunti per la scuola.
Non ci sono più i giovani di una volta.

lunedì 15 febbraio 2010

Wikio

Oggi ho scoperto e smanettato per lavoro sul sito Wikio. E poi è ovvio che non ho resistito alla tentazione di registrare il mio blog, andando subito a curiosare quale fosse la mia posizione.
La risposta è stata 12.970.
Poi Wikio mi ha chiesto se volevo pubblicare la mia posizione sul blog.
Magari no, dai.

venerdì 5 febbraio 2010

JDS


Qualche giorno fa è morto Salinger.
L'istinto, in questo sistema in cui ogni cosa va immediatamente postata, commentata e condivisa, sarebbe quello di creare un gran fragore intorno a questa scomparsa, per rendere onore e merito a cotanto talento.
Però.
Non appena la tentazione mi coglie mi viene in mente quell'unica foto rubata in cui, già attempato, Salinger cerca di proteggere il proprio volto di fronte all'obiettivo di una macchina fotografica, sorpreso nel parcheggio di un supermercato.
E ogni volta mi si stringe il cuore.
Penso a quest'uomo che non voleva in alcun modo essere famoso. Voleva solo scrivere e non capiva per quale motivo le due cose dovessero essere collegate. E chi può dargli torto?
Allora, volutamente con qualche giorno di ritardo, ricordo con discrezione questo grande scrittore e consiglio, a quanti non lo abbiano ancora fatto, di correre a leggerlo. Oppure a rileggerlo.

giovedì 4 febbraio 2010

I love my gloss

Entro nel mio abituale negozio di cosmetica, varie ed eventuali, e mi aggiro alla ricerca del mio lucidalabbra preferito.
Il negozio è abituale perchè ha un sacco di cosette divertenti, colorate, profumate e a basso costo.
Il lucidalabbra è il mio preferito perchè è comodo, colorato, buono e costa pochissimo.
Inutile dire che sono una cliente piuttosto facile da capire.

Solo che il mio lucidalabbra non è al suo solito posto. Chiedo alla commessa. Le scuote la testa (sembra partecipare profondamente al mio dolore) e mi risponde che non lo fanno più.
"Ce ne sono due però che gli somigliano. Uno costa 3,99 euro e l'altro costa 15,99 euro."
Riflessione breve, ma pregna di significati.
"A me sembra che gli somigli di più quello di 3,99 euro. Grazie."

lunedì 1 febbraio 2010

Corriere della Sera: Pd, la Binetti pronta all'addio

Sempre meglio tardi che mai.













Con l'occasione, ringrazio moltissimo il sito http://www.graziemoltissimo.com/, da cui prendo in prestito la campagna, ovviamente per una buona causa.