martedì 3 novembre 2009

La comodità dei luoghi comuni

Seconda puntata della decima edizione del Grande Fratello.
Alessia Marcuzzi e Alfonso Signorini disquisiscono circa il personaggio Maicol.
Cose ovvie sul fatto che rappresenta una nota di colore nella casa, che è molto sensibile... Vabbè.

Poi la Marcuzzi chiede a Signorini cosa pensa dello sfogo di Maicol circa la sua difficoltà a trovare un lavoro.
E già qua io istintivamene penso: il lavoro è un casino per tutti, in un paese e in un momento come il nostro, per lui sarà ancora più complicato, no?
No, per Signorini questo è impossibile perchè l'Italia non discrimina i gay (strana definizione di  un paese dove i gay vengono semplicemente linciati, non sempre, ma spesso e volentieri).
Secondo Signorini basta guardare quanti commessi gay ci sono nei negozi di abbigliamento per capire quanto abbiano la strada spianata. E qui la Marcuzzi ci mette il carico, ricordando il proverbiale gusto estetico dei gay e confessando che lei si fida solo dei consigli dei commessi gay.

Meraviglioso.

Si sono dimenticati di dire che i neri hanno il ritmo nel sangue e giocano bene a basket.
Che gli ebrei hanno il senso degli affari.
Che i francesi non si lavano.
Che i liguri sono tirchi.
Che i torinesi sono falsi e cortesi.
Che gli uomini odiano fare shopping e non si accorgono di quando una donna si taglia i capelli.
Che le donne non sanno guidare e non sopporano il calcio e gli uomini che lo seguono.
Insomma, visto che avevano fatto 30, potevano fare 31.

Intanto, io sono orgogliosa del piglio con cui Maicol ha preso le difese di Pimpi. No, non sono una fan del Grande Fratello di per sé, ma se avessero fatto una cosa del genere al mio procione mi sarei alterata non poco.

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