sabato 28 novembre 2009

Riassunto delle puntate precedenti - Misurare lo stress

Due settimane dense dense.
Ho lavorato tanto, probabilmente molto più di quello che avrei gradito, ma non è una cosa che si può dire a testa alta. Il motivo è che si oscilla tra il vecchio adagio "Il lavoro nobilita l'uomo" e il recente vivace "Meno male che almeno tu lavori".
Ci vogliono però degli indicatori attendibili per misurare lo stress. E' un periodo difficile quando:

1. La giornata del sabato viene dedicata alle telefonate di amici e parenti. Piacevole, ovviamente. Ma non sono telefonate che faccio restando seduta sul divano, giusto per rilassarmi. Voglio dire: non sono "di più". Sono le telefonate che rappresentano lo stretto indispensabile per avere dei rapporti umani vagamenti decenti. Si tratta di un solo giorno a settimana per rendere la vita socialmente decente.

2. Mi guardo allo specchio e mi rendo conto che ho delle occhiaie tali che da non possedere colori e prodotti sufficienti a risolvere la tragedia in corso. Quindi opto per una maschera rilassante per il viso. Poi scopro che deve rimanere lì sulla mia faccia per 10 minuti e mi stresso ancora di più perchè penso che non ho tutto questo tempo da perdere.

3. I miei hobby diventano manie con una facilità disarmante. Basta che io perda per pochissimo il controllo della situazione e mi ritrovo a visitare solo siti Internet che parlano di perline, prendere appunti per nuove realizzazioni con perline, organizzare fiere di perline, leggere giornali che parlano di perline. Evidentemente la mia valvola di sfogo richiede di diventare un'autostrada a tre corsie.

4. L'intervallo di tempo che separa  "calma - sconforto - stanchezza - indignazione - furiosa rabbia" si comprime ogni giorno di più. Il che significa che basta chiedermi due volte la stessa cosa perchè nel giro di 40 secondi netti io mi convinca che questa esistenza non ha più senso e che il mondo non mi merita.

Opterò a questo punto per un caffè, che come al solito mi concilia il sonno.

martedì 10 novembre 2009

Concorso Perles&Co

Senalo anche oggi qualcosa relativo al mondo handmade, visto che sono giornate di idee e di spunti...
Quelli di Perles&Co (da cui mi riforniscono di perline di tanto in tanto) pubblicano un concorso a tema Swarovsky intitolato "I tesori dell'oceano". Regolamento, modalità e premi li trovate qui.
Buon lavoro!

Smart Market - 13 dicembre 2009

Oggi mia sorella ha finalmente prenotato uno stand allo Smart Market, la fiera organizzata da Secondamano e dedicata all'usato e alle creazioni artigianali.

Sono molto elettrizzata dal progetto perchè, mentre mia sorella e la sua amica presenteranno le loro creazioni con la lana, io avrò un angolino nello loro stand per esporre i miei orecchini, braccialetti e (qualche) collana.
Era da un po' che l'idea era nell'aria, ma fino ad oggi la certezza non ce l'avevo. Ora mi devo proprio mettere al lavoro, ultimare quello che ho in testa e soprattutto organizzarmi per capire come esporre il tutto.

Per chi ama questo genere di articoli, consiglio davvero di fare un salto perchè secondo me sarà molto molto carino (sottoscritta a parte!). Lo Smar Market si terrà sabato 13 dicembre 2009 presso il Forum di Assago e saràun'ottima occasione per comprare un po' di regalini di Natale!
Se volete informazioni, le trovate qui.

lunedì 9 novembre 2009

Profumi e balocchi

Oggi sono stata piacevolmente accompagnata da uno dei miei gloriosi mal di testa e, dopo essermi accorta che la mia scorta di analgesici era terminata, sono andata alla ricerca di una farmacia di turno.
(Non è vero, in realtà ho trascorso alcune ore per vedere se passava da solo e potevo non uscire di casa, ma questa è un'altra storia.)
Esco, prendo la macchina e raggiungo la farmacia che, da sempre, ricordo perta per i turni serali e festivi.
Ma la farmacia è incredibilmente rinnovata.
Innanzi tutto non si chiama più "farmacia" ma "sistema salute".
Su strada ci sarà qualcosa come sei vetrine mega illuminate.
All'interno la vera sorpresa. Il negozio è una via di mezzo tra un minimarket e una profumeria. A pochi passi dall'ingresso un dispenser per ritirare il proprio numerino e una pila di cestini per raccogliere gli articoli che si desiderano acquistare. Sulla destra una sfliza di sei casse, e sopra di esse un display gigante per vedere quale numero viene servito.
Tutto intorno, una serie di corridoi e di espositori: di fronte alle casse tutti gli articoli "da banco", suddivisi per categorie, mentre dietro le casse e quindi non accessibili al pubblico tutti i materali che richiedono una ricetta medica.
In pratica il cliente entra e può tranquillamente girovagare tra i corridoi, facendosi venire in mente tutte le possibili sostanze che potrebbe assumere. Perchè alla fine diciamocelo, nessuno di noi si sente mai veramente bene. E quindi abbiamo complessi multivitaminici, farmaci per aiutare la digestione, terapie per le malattie da raffreddamento, alimentari per celiaci, prodotti per bambini e cosmetici vari. Tanto per fare degli esempi.
Secondo me, come capita per alcuni libri o siti Internet, anche all'ingresso di questo strano luogo dovrebbe esserci la scritta: "si sconsiglia l'accesso a soggetti ipocondriaci".
Anche se in realtà, trovo che sia mediamente pericoloso per chiunque. Tutte quelle scatolette colorate, quelle scritte rassicuranti, e dentro la possibilità di realizzare il sogno di un fisico perfettamente funzionante, tonico, giovane...
Comunque ho comprato le mie pastiglie per il mal di testa, e me ne sono tornata a casa.
Cercherò di stare lontana da questo luogo di perdizione.

giovedì 5 novembre 2009

Dubbio amletico

Ma nella pasta mare e monti, come ci si regola con il formaggio?
No, perché in casa mia abbiamo passato una vita a convincere mio nonno di non mettere il parmigiano sulla pasta alle vongole e ieri sera, di fronte a un piatto di mare e monti, sono stata colta dal dubbio.
Si mette metà sì e metà no?

martedì 3 novembre 2009

La comodità dei luoghi comuni

Seconda puntata della decima edizione del Grande Fratello.
Alessia Marcuzzi e Alfonso Signorini disquisiscono circa il personaggio Maicol.
Cose ovvie sul fatto che rappresenta una nota di colore nella casa, che è molto sensibile... Vabbè.

Poi la Marcuzzi chiede a Signorini cosa pensa dello sfogo di Maicol circa la sua difficoltà a trovare un lavoro.
E già qua io istintivamene penso: il lavoro è un casino per tutti, in un paese e in un momento come il nostro, per lui sarà ancora più complicato, no?
No, per Signorini questo è impossibile perchè l'Italia non discrimina i gay (strana definizione di  un paese dove i gay vengono semplicemente linciati, non sempre, ma spesso e volentieri).
Secondo Signorini basta guardare quanti commessi gay ci sono nei negozi di abbigliamento per capire quanto abbiano la strada spianata. E qui la Marcuzzi ci mette il carico, ricordando il proverbiale gusto estetico dei gay e confessando che lei si fida solo dei consigli dei commessi gay.

Meraviglioso.

Si sono dimenticati di dire che i neri hanno il ritmo nel sangue e giocano bene a basket.
Che gli ebrei hanno il senso degli affari.
Che i francesi non si lavano.
Che i liguri sono tirchi.
Che i torinesi sono falsi e cortesi.
Che gli uomini odiano fare shopping e non si accorgono di quando una donna si taglia i capelli.
Che le donne non sanno guidare e non sopporano il calcio e gli uomini che lo seguono.
Insomma, visto che avevano fatto 30, potevano fare 31.

Intanto, io sono orgogliosa del piglio con cui Maicol ha preso le difese di Pimpi. No, non sono una fan del Grande Fratello di per sé, ma se avessero fatto una cosa del genere al mio procione mi sarei alterata non poco.

domenica 1 novembre 2009

Frutta, verdura e saggezza

Madre: Erano buoni i kiwi che ti ho dato settimana scorsa?
Figlio: Sì, ma alcuni avevano un sapore strano... come chimico... come... di medicina!
Madre: E' perchè sono pieni di vitamine. Mangia, mangia!