sabato 17 ottobre 2009

Piove, autista ladro (?)

Qualche giorno fa a Milano è venuta giù tanta di quella pioggia, ma tanta di quella pioggia, che la voglia era quella di tornare sotto le coperte e rimandare qualsiasi impegno al giorno dopo.
Invece sono uscita come al solito di casa e, come ogni settimana, ho fatto lo slalom tra le bancarelle del mercato sotto casa per raggiungere la fermata dell'autobus che mi porta al lavoro.
E lo slalom tra gli ombrelli e i teloni delle bancarelle carichi d'acqua può essere un'esperienza davvero formativa. Dopo i miei 10 minuti di attesa, l'autobus è arrivato. Piega e strizza l'ombrello, poi sali.
Tragitto normale, cosa ci sarà da raccontare? Gente pigiata, odore di pioggia e di dentifricio vario, nella migliore delle ipotesi.
Poi una fermata come tutte le altre. Una signora senza ombrello che corre per salire a bordo. L'autista che probabilmente non la vede arrivare, non l'aspetta, riparte e si ferma pochi metri più avanti, al semaforo rosso. Ed è qui che la donna ricomincia a correre, arriva alla porta davanti, quella proprio di fronte all'autista e si  mette a bussare forte sul vetro.
L'autista si volta, la guarda e le fa segno di non poter aprire, perchè non è più in fermata e non è autorizzato.
La donna bussa ancora, bussa più forte.
L'autista ribadisce di non poter aprire e la ignora.
Dall'autobus qualche voce che gli chiede di aprire, ma niente di più.
Solo che la donna non ci sta. Si mette davanti all'autobus e aspetta. In mezzo alla strada, anzi, in mezzo a un incrocio, alle ore 9 di una mattina milanese di ordinaria follia. Con la pioggia che aumenta, senza ombrello, con un impermeabile che ormai è così zuppo che non serve più a nulla.
Si mette davanti all'autobus e non si muove.
Sul mezzo comincia la guerra. C'è chi dice che la donna è una pazza e che si deve togliere dai coglioni. C'è chi dice che l'autista è uno stronzo e che dovrebbe aprire. C'è chi dice che questa storia di non poter aprire le porte non sta in piedi e che quando arriva correndo una ragazza carina, le viene sempre aperto. C'è chi dice che in realtà l'autista non ha aperto alla donna quanto l'autobus era ancora in fermata e che quindi adesso non può guardare troppo per il sottile. E poi c'è chi dice che vuole scendere, che non vuole restare chiuso sull'autobus e che se l'autista non apre le porte è sequestro di persona.
E a quel punto l'autista urla: "No che non posso farla scendere, le ho detto che non posso aprire le porte fuori fermata!" Non fa una grinza, in effetti.

Io non faccio e non dico nulla. In realtà mi viene molto da ridere. Questo piccolo pezzo di mondo che si scalda, si indigna, si arrabbia, si annoia, si schiera mi affascina e mi diverte.
E penso a quella donna sotto la pioggia, tanto che mi verrebbe voglia di scendere davvero e di andare ad abbracciarla. Perchè comincio a immaginare alla sua vita, che probabilmente è esattamente uguale alla mia, tante sono le offese, le delusioni, le amarezze, le ingiustizie. E lo so che poi arriva una mattina in cui non si può neanche sopportare un autobus che ti lascia a terra, facendo finta che tu non esista.
Poi un signore è arrivato, le ha offerto un ombrello, si è messo a parlare con lei e l'ha convinta a spostarsi e l'autobus è ripartito.
Io sono arrivata al lavoro con venti minuti di ritardo, ma non è stato grave.
Piuttosto io e i miei colleghi siamo stati convocati in riunione e ci sono stati comunicati i provvedimenti economici presi per contenere le difficoltà finanziarie dell'azienda. E avrei tanto voluto avere il coraggio di uscire sotto la pioggia e mettermi davanti all'autobus. Solo che non l'ho fatto.
Chissà, forse deve proprio arrivare la mattina giusta per ognuno di noi.

15 commenti:

Alessia ha detto...

Cara Pris... e a me piace come scrivi, piace quello che dici e come lo dici... mi piace che ogni volta che ti leggo mi tocchi una corda nascosta, mi piace l'inetlligenza che colgo e la profondità...
Grazie per quello che scrivi, e grazie per l'affetto che mi hai dimostrato!
Alessia

Guisito ha detto...

Eh, ma io l'ho capito subito che sei in gamba. Mi è bastato leggere solo uno dei tuoi post per capire che hai stoffa e classe. Quando andrai a metterti davanti all'autobus, fammelo sapere, ché vengo con l'ombrello, ma non per convincerti a lasciarlo partire, bensì per aiutarti a farlo restare lì fin quando non apre la porta.
Un bacione, Guisito

Pris ha detto...

Grazie Alessia, mi fa davvero tanto, tanto piacere che l'affetto sia corrisposto.
Per Guisito: grazie per l'appoggio, ti faccio un fischio quando mi decido a farmi sentire sul serio!

Anonimo ha detto...

Cara Pris,
sono arrivato sul tuo blog perché anche a me, proprio ieri, sono stati comunicati alcuni "provvedimenti economici". Sono arrivato a casa e mi sono messo a navigare in Internet in cerca di qualcosa. Ho trovato il tuo post: so che non è per me, ma grazie.

Pris ha detto...

Chi può dire per chi è un post del genere?
Per quello che vale sono contenta che, se ti sei fermato a leggerlo, tu possa pensare che sia un po' anche per te e ti ringrazio per quello che mi scrivi.
In bocca al lupo, davvero di cuore, e spero a presto!

Anonimo ha detto...

Crepi. Assolutamente.

Serenamanontroppo ha detto...

Ciao Pris,
sono una neomilanese e dal tuo post, come dal tuo blog in generale, piglio pillole della città.
Lezione n1: i mezzi a Milano riservano sempre sorprese.

Lezione n2: i posti di lavoro a Milano riservano sempre sorprese.

Non voglio fare dell'ironia su quello che ti è successo: sono su piazza da otto anni e fra cococo, cocopro e determinati me ne sono capitate (e continuano, pure) di tutti i colori.
Dovremmo fondare il partito de "i provveditati economici". Che ne dici?

Dexter ha detto...

Ciao Pris e ciao Serenamanontroppo: dove ci si iscrive al vostro partito?

Ceye ha detto...

Ragazzi, anche da me tira una brutta aria. MI sa che domani vado a lavoro in auto.

Pris ha detto...

@Serenamanontroppo: tanto di cappello per la tua perspicacia. Hai colto l'essenza del vivere milanese. Tutto il resto sarà in discesa, vedrai!
Comunque è assolutamente il momento di fare dell'ironia, se no che facciamo? Almeno quando mi metterò davanti all'autobus cercherò di farlo con stile!
@Dexter: lasciaci organizzare, a me e a Sernamanontroppo... appena buttiamo giù un logo e un jingle carino per il nuovo partito ti facciamo un fischio, così ti unisci a noi!
@Ceye: hai ragione, tira una brutta aria. Improvvisamente però mi spiace anche un po' per il povero autista dell'Atm, mi sa che non se la passa meravigliosamente neanche lui!

(Grazie a tutti!)

Andrea Cinalli ha detto...

Grande, Pris! Questo post è fantastico, eccezionale!!! Mi hai catturato e mi hai sorpreso... una lettura piacevolissima!

DjJurgen ha detto...

Ciao Pris, mi sono imbattuto in questo blog per vie traverse (leggi: blog di Alessandro Ferrari), e sono rimasto colpito sia da questa piccola avventura milanese (io mi sono trasferito a Milano da un mese ma, non so se considerarla fortuna o sfortuna, non mi sono ancora imbattuto in esperienze del genere) che dal modo in cui scrivi...ti faccio i miei complimenti, tornerò spesso a seguire questo blog! :)
ciao, Francesco.

Pris ha detto...

Grazie per i complimenti, ho fatto un giro anch'io sul tuo blog e mi è piaciuto molto! Ho anche risposto alla domanda che mi hai fatto in un altro commento...
Comunque coraggio, Milano sa essere una città molto complicata, ma spero possa darti anche tante soddisfazioni!

DjJurgen ha detto...

Bè, io sono qui da appena un mese, e continuo a ripetermi che sto troppo chiuso in casa per sperare di trovare le occasioni giuste!!! :D
Spero che, col tempo, riuscirò ad uscire dal guscio e a sfruttare tutto quello che questa città può darmi!!!
Come detto nell'altro commento, grazie per essere passata dal mio (nostro) blog. Non è certo all'altezza del tuo, ma se non altro ci proviamo! :)

Anonimo ha detto...

good start