giovedì 22 ottobre 2009

Essere una perfetta lavoratrice


I lanci presenti nell'home page del portale di Virgilio mi danno sempre grandi soddisfazioni. Oggi il mio occhio è caduto sulle 15 regole per essere una perfetta lavoratrice, che in tempi di crisi fanno anche comodo, diciamocelo. Mi rimane il dubbio del perchè serva un manuale per le lavoratrici e non per i lavoratori in generale. Ma evidentemente, gli uomini sono perfetti lavoratori per nascita, ça va sans dire!
Qualche commento ai punti più succosi.


Al punto 3
Abbiate un atteggiamento positivo. Siate briose, ottimiste e incoraggiate gli altri. È sempre apprezzabile e poi nessuno ha voglia di lavorare con la depressa di turno.
Dai, è vero. Non è divertente lavorare con una musona. Del resto mi è stato fatto realmente notare, in uno dei miei primi posti di lavoro. Il mio capo donna (e il fatto che fosse donna mi ricorda sempre che è troppo facile ritenere che l'appartenenza a un genere possa essere garanzia di qualità) mi chiamò nel suo ufficio un giorno per dirmi che uno dei motivi per cui lavoravo in quell'agenzia era la mia comprovata capacità di essere sempre sorridente e positiva. Quindi, ero pregata di non cambiare atteggiamento, perchè in caso contrario la signora in questione avrebbe potuto non avere più piacere a lavorare con me. In effetti mantenne la parola: mi licenziò in tronco quando mi permisi di lamentarmi, in modo per altro molto più concliante del dovuto, perchè né io né i miei colleghi avevamo ricevuto lo stipendio del mese precedente.
Vorrei anche segnalare che nella stessa agenzia, per oltre un mese un mio collega si presentò ogni giorno con la faccia da funerale: non salutava all'arrivo, non parlava con nessuno per tutta la giornata e se ne andava la sera senza emettere un suono. Aveva problemi suoi, per carità. Noi colleghi eravamo anche preoccupati per lui, ma in ogni caso la signora non fu sfiorata dall'idea di far parola di questo.
Forse è proprio vero che sono soltanto le lavoratrici ad avere bisogno di un manuale.

Al punto 4.
Non raccontate la vostra vita privata ai superiori. Perdereste credibilità.
Molto volentieri, non ci tengo. Al di là di qualche aneddoto, non amo mai raccontare i fatti miei. E' complicato però rispettare questa regola quando, chiedendo un permesso per motivi personali, si è sottoposti ad un terzo grado in pena regola, perchè il capo in questione vuole misurarsi in una nuova e avvincente partita del famoso gioco di ruolo: "organizziamo i fatti tuoi per dimostrarti che puoi occuparti delle tue vicende di notte e non nell'orario di lavoro".

Al punto 6.
Sappiate prendere l'iniziativa e rischiare. Osate accettare un compito che vi sembra difficile. È il solo modo per progredire.
Io sono la quintessenza del multitasking (e come me i miei colleghi, non sono certo una martire o un'eccezione). Questo però non mi fa progredire, mi fa solo sopravvivere.

Al punto 7.
Siate discrete riguardo al vostro stipendio. Questo argomento è quasi tabù. Sapere che la perfida Sofia guadagna più di voi potrebbe rendervi cattive.
Sì ma non con Sofia. Se guadagna di più, buon per lei.
Il vecchio adagio "non dire mai quanto guadagni" serve solo per tenere buona la gente, e per evitare che ci si renda conto delle piccole o grandi ingiustizie che serpeggiano in un ufficio.

Al punto 8.
Non sognate. Non è detto che il vostro capo vi concederà un aumento solo perché avete fatto gli straordinari qualche giorno prima di andare a chiederglielo.
No infatti, è vero. Sognare è stupido. Anche se gli straordinari non sono una tua iniziativa. E poi pagare gli straordinari "non si usa più". A me hanno detto così, e io ci credo ciecamente, perchè mi sembra un discorso legalmente ineccepibile.

Al punto 9.
Siate prudenti. Se un collega ottiene il posto cui ambivate, non diffondete voci su di lui né fulminatelo con lo sguardo. Al contrario, fategli le congratulazioni. Avrete sicuramente bisogno di lui prima o poi.
Più che essere prudenti o opportunisti, qui sarebbe il caso di essere persone appena decenti.

Al punto 11.
Non umiliate gli altri in pubblico. Se gestite un gruppo e dovete rimproverare qualcuno, fatelo in privato: il brutto anatroccolo umiliato cercherà sicuramente di vendicarsi.
Anche in questo caso, sarebbe sufficiente essere persone decenti. E che lo fossero anche gli altri se possibile.


Buon lavoro a tutti.

4 commenti:

Guisito ha detto...

Punto 3. Quando la perfidia si fa donna, l'inferno si sente precario.
4. Ai superiori la propria interiorità non va raccontata, va data.
6. Il solo modo per una donna di progredire nel lavoro... vabbè, lasciamo perdere.
7. Se vuoi far colpo sul tuo datore di lavoro chiedigli una ... diminuzione del tuo stipendio.
8. Come sopra
9. Sì, fagli i complimenti e offrigli pure un caffè, misto ad una dose ottimale di arsenico.
11. Attenta al mobbing, allo starking e anche al parking se vai al lavoro con l'auto.

Pris ha detto...

...e si finisce sempre con il parlare dei mezzi di trasporto con cui vado al lavoro! Ciao!

Anonimo ha detto...

Punto 8. Io e S siamo ancora in ufficio. E domani idem. Con questi straordinari non c'è neanche il tempo di sognare.
Un bacio,
C

Pris ha detto...

C e S: mi sa proprio che sarete in ufficio anche in questo momento e mi sembra che essere finalmente a casa a cazzeggiare sul blog sia quasi una colpa. Questo perchè a furia di restare immersi nell'insana logica del non avere più orari e del lavorare ad oltranza gratuitamente, sembra poi strano e originale tentare di avere una vita privata. Baci!