domenica 25 ottobre 2009

Essere un perfetta lavoratrice: dress code

Seconda puntata. Dress Code.
Ovviamete, sempre da Virgilio che dopo la prima puntata, ci offre adesso la seconda.
(O meglio io ho deciso che sia la seconda)

Riporto l'incipit dell'articolo.

Essere presi sul serio in ufficio è uno degli obiettivi più importanti, soprattutto se si appartiene al genere femminile e se si ambisce ad assumere ruoli di responsabilità. A questo scopo il look giusto può veramente fare la differenza.
Cominciamo bene. Io non ho voglia di scandalizzarmi di questo ritratto del mondo del lavoro in cui per le donne conta il look e non le attitudini, la preparazione, i titoli di studio, il talento. Scandalizzatevi voi, per cortesia.

Trucco e capelli: meglio una seduta in più dal parrucchiere per una sistemata piuttosto che aggirarsi per l'ufficio con la ricrescita bianca in vista o un colore sbiadito e improbabile.
Benissimo, immagino sia vero. Chiediamo ai parrucchieri la cortesia di restare aperti di notte, così avrò modo di avere un taglio e un colore sempre perfetti.

Quanto al make-up, uscire di casa senza avere operato qualche intervento migliorativo sul viso è come per un uomo andare al lavoro senza essersi fatti la barba: l'efferro sciatto è assicurato.
E qui c'è una luce in fodo al tunnel: le donne si devono truccare, tanto quanto gli uomini devono farsi la barba. Meno male, anche perchè in effetti credo di metterci molto meno io a truccarmi la mattina, rispetto che un uomo a radersi. E finalmente un punto per me.

Il trucco sarà ovviamente il più possibile naturale e luminoso, senza concessioni a colori shocking e a unghie dipinte di blu o rosso fuoco.

Ops. Quindi dovrei evitare il mio smalto viola? Vedremo...

Segue una lista di capi di abbigliamento vietati, e poi il consiglio illuminante:
Must del dress code da ufficio: una camicia bianca con sotto un reggiseno invisibile color carne, un blazer, un tailleur, una gonna nera al ginocchio, un paio di pantaloni neri a sigaretta, un cardigan in cashemere, una borsa capiente che possa ospitare tutti i vostri preziosi documenti, un paio di scarpe comode ma ben lucidate, con tacco medio e non appuntito.

Sembra tutti estremamente semplice e innocuo. Ma mi viene un dubbio. Perchè questo articolo, che è tutto sommato deludente nella sua banalità e in tutti i suoi luoghi comuni, riassume splendidamente una grande verità. Che la cosa più importante è che le donne sul lavoro riescano ad anestitizzare il proprio potenziale erotico, perchè si ritiene sia qualcosa di molto simile ad un'arma impropria.
Quindi da una parte ci sono donne super sexi e predatrici, dall'altra parte (unica alternativa) ci sono le donne vestite da bravi soldatini, con pantaloni neri a sigaretta e cardigan in cashemere.
E tutte le altre? Ma perchè l'abbigliamento deve essere considerato soltanto strumento di seduzione? Perchè non viene mai in mente che le persone utilizzano l'abbigliamento per esprimere parti della propria persona e del proprio carattere? La questione è che si ritiene che l'unica cosa che le donne possono esprimere di sé è la propria capacità seduttiva, ma questo è un problema che riguarda chi la pensa così, non certo le donne.

Io, che oggettivamente non sono mai stata considerata quel tipo di donna (anche perchè non ho il cosiddetto physique du rôle) mi vesto ogni giorno a seconda di come mi sento. Se indosso abiti neri o grigi, è perchè ho voglia di fare tappezzeria e di non dare nell'occhio. Indosso colori vivaci se ho voglia di mettere un po' di energia alla mia giornata. Indosso qualcosa a caso se ho troppo sonno per capire cosa mi sto infilando.
E' vero, sono fortunata perchè non ho un ruolo "di rappresentanza" e perchè non sono mai a contatto con il pubblico, né con i clienti. E ho sufficiente intelligenza per capire che è comunque un luogo di lavoro e che non è il caso di presentarsi come se mi recassi in spiaggia.
A parte questo, non riesco davvero a capacitarmi del fatto che si consigli a una donna di mettersi nell'esatto corrispettivo della "giacca e cravatta" per essere semplicemente come un uomo.
Mi sa che siamo proprio in alto mare.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

pris, ti dico solo che ho scritto un intero articolo sui baffi e le sopracciglia del personale femminile del nostro ufficio...
C

Pris ha detto...

Ogni riferimento a cose, persone e baffi era puramente casuale, o eventualmente riferito esclusivamente alla sottoscritta.