lunedì 14 settembre 2009

Lezioni di cucina

Sabato ho imparato una cosa molto importante, che desidero condividere.
Mi sono svegliata carica di buone intenzioni, alla volta della preparazione di una splendida Apple Pie, volgarmente torta di mele.
Ho controllato di avere gli ingredienti. Un sacchetto sigillato di farina, burro e zucchero erano presenti. Ma siccome mancavano all'appello mele e limoni, mi sono vestita e mi sono diretta al supermercato.
Dissolvenza sull'esperienza del supermercato di sabato mattina. Chiusa parentesi.
Al mio rientro ho cominciato a misurare, impastare, tagliuzzare, con entusiasmo e soddisfazione.
Una volta ottenuta la mia brava pasta, ho fatto una palla, l'ho avvolta nella pellicola trasparente e l'ho lasciata riposare in frigorifero per oltre mezz'ora, rispettando in modo quasi ossessivo la ricetta che avevo tra le mani.
Quando l'attesa mi è sembrata sufficiente, ho imburrato la teglia, ho preso metà dell'impasto e ho cominciato a stenderlo.
L'immagine di me con un mattarello in mano, sul piano di lavoro davanti alla finestra e i tetti delle case che si intravedevano davanti a me, sotto un sole settembrino che regala ancora un po' di calore... dai la commozione era quasi lì.
Fino a quando, meraviglia delle meraviglie, un raggio di sole non attira la mia attenzione sulla pasta che sto lavorando.
Guardo meglio.
Guardo ancora meglio.
La pasta è piena di piccoli e simpatici puntini, alcuni neri, alcuni marroncini.
Guardo di nuovo.
Sbuffo e un po' impreco.
Mi allontano, poi torno e guardo.
E tutto acquista un senso, tutto torna in un disegno ormai fin troppo chiaro.
E rivedo tutti i miei inutili tentativi di eliminare dalla mia cucina le tarme del cibo, che non è vero quello che dice la pubblicità... non è vero che uno non penserebbe mai di averle, io lo so che abitano la mia cucina, ho anche pensato di subaffittare gli armadietti. Tanto ormai sono quasi vuoti, visto che tengo tutto in frigo.
Quasi vuoti.
La farina, poichè sigillata, era considerata sicura.
Guardo la confezione.
E' ovviamente di carta.
Come potevo pensare che si sarebbero spaventate per così poco?
Guardo di nuovo.
Qualcuno sostiene che una lacrima sia apparsa a quel sole settembrino.
Di certo, ho aperto la pattumiera e ho infilato lì il tutto.
Poi mi sono rivestita, sono uscita di nuovo, e ho comprato una torta di mele.

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