mercoledì 30 settembre 2009

L'amore al tempo della corriera

Questa sera ho raccontato a una mia amica le vicende sentimentali che mi hanno visto protagonista tra i 15 e i 18 anni circa. E mi sono accorta di come, a debita distanza, la storia potesse risultare incredibilmente comica e divertente. Non sto qui a dilungarmi, ma mi limito a dire che ero una sfigata patentata e che di conseguenza ero una maestra nell'attirarmi le situazioni più assurde e più patetiche. Ovviamente, ai tempi ero molto compresa nel mio ruolo di sentimentale incompresa e la sofferenza era autentica e profonda. Però fa ridere lo stesso.
In ogni caso, grazie al cielo non sono più là.
A tutti quelli che rimpiangono il primo amore: divertitevi voi.
Per me è stato non proprio edificante. Per me è stato sufficiente così e ci ho messo poi un buon numero di anni per disintossicarmi da tutte quelle menate.
Però una cosa buona l'ho portata a casa da quegli anni: non ho più accettato che il Lui Di Turno mi dicesse che non se la sentiva di prendere decisioni, che la fedeltà era un valore sopravvalutato, che il nostro sentimento era superiore alle convenzioni della coppia.
Non sono frasi a caso e con questo ho detto tutto.

martedì 29 settembre 2009

Martedì sera

Esco dal lavoro e ho bisogno di un pensiero positivo per trascinarmi fino a casa.

Accendo la televisione e vado su Rai2, per aspettare un nuovo episodio dell'Ispettore Coliandro. Intanto, seduta sul divano, sgranocchio qualche grissino pensando cosa potrei mangiare a cena (che alle ore 21.10 è ancora una prospettiva lontana).
Ed ecco che qualcosa non torna. Le riprese non sono quelle che mi aspettavo, i dialoghi sono loffi, il ritmo mi sta facendo addormentare. Ma soprattutto, invece di Giampaolo Morelli mi compare Luca Barbareschi.

No, non scherziamo su queste cose, per cortesia.
Non è uno scherzo divertente.

Colori d'autunno?

L'autunno è arrivato. L'umore è quello, i colori giustamente anche.





Però, se qualcuno desidera un'ispirazione più autorevole sui colori di questa stagione in arrivo, c'è la copertina di Vogue Italia di settembre 2009:



Oppure, visitate il blog di Beads and Tricks. Troverete sempre la risposta giusta al momento giusto.

lunedì 28 settembre 2009

La verità mi fa male lo sai

Ero in terza liceo quando affrontai una delle mie prime lezioni di filosofia.
Ovviamente, il primo concetto con cui il mio professore tentò di farci prendere confidenza fu proprio la messa in discussione di una fantomatica Verità, intesa come un qualcosa capace di esistere a prescindere da una mente che la pensi.
Direi che si tratta di un incipit ovvio, senza il quale sarebbe piuttosto complesso addentrarsi in qualsiasi argomentazione filosofica, di ogni periodo e genere.


La cosa mi è tornata in mente in questi giorni, leggendo "Harry Potter e la filosofia" di Simone Regazzoni, ed in particolare un'interessante digressione tra magia e tecnica, tra dogmatismo ideologico e dogmatismo scientifico. E mi è tornato in mente quale fu il primo pensiero che mi attraversò la mente quella mattina lontana.
Forse alcuni miei compagni avranno collegato il concetto di "Verità" ad un'entità religiosa, attribuendogli un valore mistico.

A me venne in mente immediatamente un romanzo giallo o comunque un qualche mistero a sfondo poliziesco. Mi dissi: "Non è vero che la verità esiste solo se la penso. Il colpevole è comunque colpevole anche se io non lo scoprirò mai."
Non c'è niente da fare. Sono stata sempre poco portata al misticismo, evidentemente.

Tutte le facce della medaglia

Dopo una lunghissima riflessione, arrivo a questo post.
Detto così sembra che bolla in pentola un argomento di particolare serietà... Non è così, ma ha richiesto ugualmente una lunga riflessione.


Negli ultimi mesi, ormai credo da un anno abbondante, mi dedico all'handmade, in particolare alla realizzazione di orecchini, braccialetti e collane con perline. E' una cosa che mi diverte e mi rilassa: dopo aver trascorso giornate a volte molto stressanti, è decisamente liberatorio dare libero sfogo a forme e colori con un'attività più manuale, per la quale è possibile dare vita ad un risultato concreto, un oggetto con un proprio peso specifico. Scrivere, alle volte, non è la stessa cosa, in questo senso.


In questi mesi molti blog hanno rappresentato una notevole fonte di ispirazione, mi hanno incuriosito e hanno fatto nascere nuove idee e nuovi progetti. E come accade in molti casi, i blog che seguo con più regolarità sono diventati quasi degli amici.


A questo punto ho deciso di pubblicare anch'io i piccoli lavori che realizzo volta per volta, per commentarli e condividerli. Il mio primo pensiero è stato aprire un blog parallelo a questo, per dedicaro esclusivamente alla mia nuova passione.
Ma poi ho cominciato a pensare ad un altro aspetto della faccenda. Al fatto che ogni giorno sono obbligata a vivere pezzi di quello che sono, in modo scisso, separato. Un volto per il lavoro, uno per la casa, uno per gli amici, uno per gli altri amici, uno per i parenti e gli affini. Dicono che sia per il mio essere nata sotto il segno dei Gemelli.
Sarà. Ma la schizofrenia è dietro l'angolo e se almeno qui voglio esprimere tutto quello che mi passa per la testa, almeno qui non ci devono essere separazioni.
Così verrà fuori quello che verrà fuori, si vedrà.


Verrà fuori, giorno dopo giorno, il blog di un copy milanese che nel tempo libero infila una perlina dietro l'altra. Che sarà mai. Spero che verrà fuori anche molto di più a dire il vero, spero che nel tempo io abbia modo di scoprire che ho molte più cose da dire e da fare. E spero che riuscirò a trovare spazio ed energie per la maggior parte di queste.

Inauguro quindi con uno dei miei pezzi preferiti:


venerdì 18 settembre 2009

Lista delle cose da fare

Avrei bisogno di tempo per fare alcune cosette...
- Seguire tutti i blog di perline e handmade che sto trovando in Rete ultimamente e che sono semplicemente meravigliosi. Uno tra tutti questo.
- Imparare a fare almeno la decima parte di quello che cercano di insegnarmi.
- Cominciare a fare seriamente i mercatini con mia sorella, che invece sta diventando sempre di più un mago della maglia (vedere per credere).
- Scrivere quel famoso romanzo che mi farà diventare ricca e famosa.
- Brevettare quella famosa cosa che mi farà diventare ricca e famosa.
- Frequentare il corso per ottenere la certificazione di Aiutante di Babbo Natale, di cui ho letto proprio oggi.

Scrivere o non scrivere

In questo periodo non sto facendo molta vita sociale e mi ritrovo a scrivere più spesso.
E allora mi domando se è solo una questione di tempo, se avrei tutto in mente, ma in realtà non ho mai occasione per mettermi tranquilla a scrivere quello che mi passa per la testa.
Oppure, se non è un atteggiamento semplicemente adolescenziale, del tipo: siccome non so a chi raccontare, scrivo. Una sorta di richiesta di attenzione o di narcisismo.
Che poi non so neanche se ci sia grande differenza e cosa sia meglio.
In pratica la domanda è: scrivo perchè ho qualcosa da dire, o scrivo per dirlo a qualcuno?
E probabilmente non è neppure questo il nocciolo della questione. Perchè il problema, in un caso o nell'altro, è saperlo scrivere o meno.
Si vedrà.

lunedì 14 settembre 2009

Lezioni di cucina

Sabato ho imparato una cosa molto importante, che desidero condividere.
Mi sono svegliata carica di buone intenzioni, alla volta della preparazione di una splendida Apple Pie, volgarmente torta di mele.
Ho controllato di avere gli ingredienti. Un sacchetto sigillato di farina, burro e zucchero erano presenti. Ma siccome mancavano all'appello mele e limoni, mi sono vestita e mi sono diretta al supermercato.
Dissolvenza sull'esperienza del supermercato di sabato mattina. Chiusa parentesi.
Al mio rientro ho cominciato a misurare, impastare, tagliuzzare, con entusiasmo e soddisfazione.
Una volta ottenuta la mia brava pasta, ho fatto una palla, l'ho avvolta nella pellicola trasparente e l'ho lasciata riposare in frigorifero per oltre mezz'ora, rispettando in modo quasi ossessivo la ricetta che avevo tra le mani.
Quando l'attesa mi è sembrata sufficiente, ho imburrato la teglia, ho preso metà dell'impasto e ho cominciato a stenderlo.
L'immagine di me con un mattarello in mano, sul piano di lavoro davanti alla finestra e i tetti delle case che si intravedevano davanti a me, sotto un sole settembrino che regala ancora un po' di calore... dai la commozione era quasi lì.
Fino a quando, meraviglia delle meraviglie, un raggio di sole non attira la mia attenzione sulla pasta che sto lavorando.
Guardo meglio.
Guardo ancora meglio.
La pasta è piena di piccoli e simpatici puntini, alcuni neri, alcuni marroncini.
Guardo di nuovo.
Sbuffo e un po' impreco.
Mi allontano, poi torno e guardo.
E tutto acquista un senso, tutto torna in un disegno ormai fin troppo chiaro.
E rivedo tutti i miei inutili tentativi di eliminare dalla mia cucina le tarme del cibo, che non è vero quello che dice la pubblicità... non è vero che uno non penserebbe mai di averle, io lo so che abitano la mia cucina, ho anche pensato di subaffittare gli armadietti. Tanto ormai sono quasi vuoti, visto che tengo tutto in frigo.
Quasi vuoti.
La farina, poichè sigillata, era considerata sicura.
Guardo la confezione.
E' ovviamente di carta.
Come potevo pensare che si sarebbero spaventate per così poco?
Guardo di nuovo.
Qualcuno sostiene che una lacrima sia apparsa a quel sole settembrino.
Di certo, ho aperto la pattumiera e ho infilato lì il tutto.
Poi mi sono rivestita, sono uscita di nuovo, e ho comprato una torta di mele.

mercoledì 9 settembre 2009

Nota a margine

Quando vuoi che qualcuno faccia una cosa per te, pur sapendo di non avere alcun diritto per chiederla né tanto meno per pretenderla, ecco cosa devi fare:

1. farlo sentire in colpa e responsabile di ogni nefasto evento futuro che si potrà abbattere su di te, suoi tuoi cari e in rari casi sull'intera comunità;

2. dimostrare con fermezza e rassegnazione che anche per questa volta sarai tu a provvedere, risolvendo la situazione e tutti i problemi che ne nasceranno;

3. chiedergli espressamente di non fare nulla, di non pensarci più e di non preoccuparsi per te.



Con me funziona sempre e ci casco praticamente ogni giorno. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Non è che sono troppo buona, intendiamoci. E' proprio una questione di inettitudine.

Planning

Passo la maggior parte del mio tempo a immaginare cose molto interessanti da scrivere e pochi minuti a scrivere davvero qualcosa. Di meno interessante.

Devo ricordarmi di rivedere l'organizzazione delle mie giornate.

martedì 1 settembre 2009

Se li conosci, riesci ad evitarli?

Sono quelli che quando parli sembra ti ascoltino.

In realtà non è affatto così.

In realtà stanno solo pensando a qualcosa di intelligente da dire.

Il fatto è che, il più delle volte, non avendo ascoltato una sola parola di quello che hai detto, se ne escono con qualcosa che non c'entra assolutamente nulla.

E solo nella migliore delle ipotesi è qualcosa di intelligente. Capita di rado.