giovedì 16 ottobre 2008

E luce (non) fu

Manca poco e io mi aggrappo come posso agli ultimi brandelli di luce che mi vengono concessi...

E' vero, sono melodrammatica, ma odio il ritorno dall'ora legale a quella solare.
L'ora legare è una genialata, non mi capacito del fatto che lo sia soltanto per alcuni mesi all'anno.
L'ora solare durante l'inverno non consente di risparmiare energia elettrica. Viene buio prima e non conosco persone solite andare a dormire verso le 6 di sera e neanche gente abituata a riunire la famiglia davanti al camino raccontando storie e leggende ai bambini di casa. Sarò io che vivo fuori dal mondo forse...

Ah già. Qualcuno sostiene che grazie al ritorno all'ora solare sia possibile godere di più luce al mattino.
Ma chi se ne frega della luce al mattino? Tanto mi sveglio perchè suona un aggeggio fastidioso, mica perchè c'è luce. E poi, luce o non luce, sono in ogni caso arrabbiata per il solo fatto di essere uscita dal letto, soprattutto perchè mi devo separare dalla mia trapunta e ricordare di quanto il riscaldamento di casa mia faccia schifo.
Quindi, considerato che la mattinata comincia in ogni caso male, non si potrebbe almeno salvaguardare l'umore del pomeriggio?

Intanto mi godo gli ultimi pomeriggi di luce. Poi saranno affari di quei poveracci che lavorano con me e che dovranno sopportare ogni santo giorno le mie lamentele.

martedì 9 settembre 2008

eBay, versione Beta in arrivo

Ebay prova a rassicurarmi e scrive così, in cima alla pagina del mio eBay...

"Stiamo tentando di rendere Il mio eBay più facile da usare."

Apprezzo il tentativo, ma non il risultato.

domenica 7 settembre 2008

Farsi riconoscere, sempre e comunque

Fare acquisti online è divertente, facile e comodo.
Ogni tanto, fa leggermente innervosire....

"Please expect delays for international shipments.. especially if you live in Italy!"

NdR: solo l'Italia è segnalata. Nessun altro paese del mondo.

mercoledì 13 agosto 2008

Come procedono le vacanze?

Ieri, lunedì 11 agosto 2008.

Ore 17.30
Sistemo i cuscini sul divano, mi dirigo alla libreria (più precisamente alla pigna dei libri da leggere) e prendo "La pazienza del ragno" di Camilleri. Perchè ho avuto voglia di leggere questo libro dalle ultime 50 pagine del precedente. Nonostante fosse uno splendido Bradbury.
Comincio a leggere.

Ore 19.30
Telefonata di mia madre. Venti minuti al massimo.
Torno a leggere.

Ore 21.00
Preparo la cena, mangio. Il tutto occupa un'ora. Un'ora e mezza al massimo.
Torno a leggere.

Ore 02.30 (è già martedì 12 agosto)
Ho finito il libro.
Non mi era mai successo. Caspita.
Complimenti a Camilleri. Complimenti a Luca Zingaretti, perchè secondo me pensare a lui rende comunque la lettura ulteriormente più piacevole.
Adesso però chi rimette a posto la mia cervicale, completamente distrutta?

giovedì 24 luglio 2008

Moige. Da quando le bambine hanno smesso di pettinare le bambole?

Il sito del Moige continua a dare grandi soddisfazioni. Consiglio di visitarlo perchè, parafrasando un vecchio adagio, "se li conosci li eviti, se li conosci non ti uccidono"...

In questo caso sono i videogiochi a fare la parte del diavolo.
Sono brutti e cattivi e i genitori non vogliono che i ragazzini passino troppo tempo a giocare. Anche se poi meno del 30% si preoccupa di verificare per quanto tempo, in effetti, i figli giochino al computer o a qualche console. Quindi forse forse non sono così preoccupati...

Chiusa questa parentesi, veniamo al dunque.
Ecco cosa scrivono sul loro sito, a proposito di una recente ricerca di mercato:

"Si registra inoltre una tendenza sempre più marcata da parte delle femmine - soprattutto quelle cresciute al nord - ad abbandonare i giochi classicamente a loro dedicati: la quota di ragazze che ama i videogiochi costituisce infatti appena il 24% dei giocatori nella fascia 13-17 anni, mentre sfiora il 30% tra i più piccoli (7-12 anni)."

E quando è stato, si domanderanno i genitori del Moige, che le bambine hanno smesso di pettinare le bambole e di sognare di essere l'angelo del focolare? Quando hanno abbandonato i giochi classicamente a loro dedicati, per imboccare la strada della perversione?

Ringrazio ancora una volta mia madre per avermi fatto appassionare a Star Trek.

lunedì 14 luglio 2008

Alla cortese attenzione ...

Canta Giusy Ferreri (che, ignara di quanto accaduto a X-Factor, io credevo fosse la versione comica della Amy Winehouse de' noantri...):

"Non ti scordar mai di me,
della più incantevole fiaba che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito
."

Assai gradito?

Resto in attesa di uno suo cortese riscontro...

lunedì 30 giugno 2008

Allegro ma non troppo

Oggi ho cambiato umore almeno 9 volte.
Triste, scontrosa, propositiva, iperattiva, ansiosa, indecisa, ottimista, arrabbiata, catastrofica.
Non posso garantire esattamente in quest'ordine.

La cosa più divertente è che l'esperienza di anni e anni mi ha reso capace di mimetizzare splendidamente questo mio essere irrimediabilmente lunatica.

Una magra consolazione, ma è già qualcosa.

giovedì 19 giugno 2008

Fagocitata dalla Rete

La Rete comincia a farmi un effetto strano. Ecco gli avvenimenti dell’ultima settimana che mi hanno indotto ad un minimo di riflessione.

1. Pochi giorni fa è stato il mio compleanno e ho ricevuto almeno una decina di mail di auguri. Amici? No, semplicemente vari siti Internet e newsletter sparse a cui mi sono iscritta non so bene quando e non so bene perché.
È una mania compulsiva la mia: arrivo su un sito e mi iscrivo. All’inizio utilizzavo nomi falsi e mail fittizie, adesso ho un indirizzo di posta elettronica dedicato alla fuffa e sono felice così.
E mi domando: ma perché lo Spam è così odiato? Nelle giornate tristi sei sicuro che qualcuno ti scriverà. E così mi è capitato di pensare che grazie allo Spam, se anche io non avessi ricevuto neanche una telefonata da un amico, avrei comunque potuto contare sugli auguri del mio operatore telefonico, della mia squadra del cuore e di una manciata di siti di e-commerce.
Per la cronaca, ho ricevuto anche telefonate e sms di amici e parenti.

2. Ormai da circa 4 anni, se non di più, Ebay è per me un luogo comodo e divertente in cui curiosare e fare shopping. Mi permette di avere orari decisamente originali e di acquistare articoli decisamente originali. Spendendo mediamente poco.
E adesso? Anche Ebay ha mostrato il suo volto noioso e bacchettone.
Ho cercato di mettere in vendita due biglietti per il concerto di Bruce Springsteen, ma la mia inserzione è stata ritirata. Cos’è successo? Un simpatico utente, che ringrazio calorosamente, si è imbattuto nella mia inserzione, ha deciso che non gli stava simpatica e l’ha segnalata come inserzione non conforme alle regole Ebay. Il che in effetti è vero, come sono venuta a scoprire, perché Ebay vieta la vendita di biglietti per eventi musicali o sportivi.
Ero davvero incredula: mi hanno preso per un bagarino.
Ho un déja vu, in effetti. Nel 2000 io sono stata una dei 300.000 utenti che sono stati bannati da Napster per aver scaricato una canzone dei Metallica. Credo che fosse “Nothing Else Matters”.
E anche allora ho pensato: mi hanno preso per il grande vecchio che gestisce il download illegale di file musicali?
La realtà è che devo avere una calamita addosso che attira su di me i rompiscatole. Auguri a Ebay, auguri ai Metallica. Da allora, non mi sono più stati granché simpatici.

3. Oggi ho scoperto Facebook. Non ho ancora deciso se ne sono contenta oppure no. So soltanto che in 12 ore ho ricevuto quasi 20 mail di notifica di gente che mi invitava, mi accettava, mi scriveva. E nel frattempo, mi sono ritrova ad inserire nel motore di ricerca tutti i nomi delle persone che conoscevo per vedere se erano presenti, partendo dai compagni di classe delle elementari.
E a questo proposito mi chiedo: ma perché la gente non mette la sua foto? Per vedere il profilo completo di un utente devo aggiungerlo alla mia lista di amici, ma prima di mandargli un invito mi piacerebbe sapere se è qualcuno che conosco. E trovandomi immersa in questo dubbio, ho capito che quest’ultima settimana in Rete è stata davvero un po’ troppo intensa per i miei gusti.

mercoledì 26 marzo 2008

Improbabile collega...

Io questa notte ho sognato di avere un nuovo collega: Hiro Nakamura, quello che in Heroes ha il potere di piegare lo spazio e il tempo.



Non so esattamente come Freud avrebbe potuto interpretare questo sogno... so solo che rispetto a tanta gente strana con cui ho lavorato nel corso della mia via, questa si preannunciava una situazione piuttosto divertente.

L'unico inconveniente è che, come al solito, la sveglia è suonata e al lavoro ci sono dovuta andare davvero.

Senza il mio nuovo (mancato) amico Hiro....

Le elezioni si avvicinano a grandi passi...

Per questo post devo ringraziare Daniela, che conoscendo la mia insana passione per Frankenstein Junior ha conservato per me questo ritaglio di giornale. Si tratta del numero di Internazionale del 22 febbraio 2008.







giovedì 13 marzo 2008

Evviva il cliente bastardo - seconda puntata

Esattamente un anno fa postavo un'amara annotazione sul solito cliente che ad un certo punto aveva deciso di non pagare. Al tempo ero solo rassegnata e arrabbiata. Ora le cose sono un po’ cambiate.
Evviva il cliente basardo

Questa è stata per me una giornata memorabile, perché proprio oggi sono stata dal mio avvocato per ritirare l'assegno che questo signore ha finalmente intestato alla mia persona, per saldare il suo debito con spese legali annesse. Alla fine non sono rientrata completamente delle spese sostenute, lo confesso. Ma la mia soddisfazione non ha confini.

Finalmente qualcosa è cambiato. Purtroppo ho la brutta abitudine di caricare le cose che mi succedono di eccessivi significati. Quindi ritirare questo assegno per me significa non solo incassare i miei soldi, ma anche che adesso mi sono ufficialmente stufata di farmi mettere i piedi in testa, e pare che questo possa avere anche dei buoni risultati. Incredibile, per me.

Sono contenta perché questo signore mi ha fatto passare 3 mesi di inferno, a stare dietro ai suoi progetti assurdi. Gli aneddoti sarebbero davvero infiniti. Ad esempio gli sembrava normale impiegare almeno 4 o 5 giorni per leggere o approvare una banale fase del progetto in corso. Però non capiva come produrre la fase successiva potesse richiedere più di 10 minuti.
Oppure non si capacitava del fatto che, pur avendo io presentato un preventivo ed avendo cominciato a lavorare anche senza alcuna firma ( “Abbiamo i tempi strettissimi, non perdiamo tempo”), dopo un mese abbondante avessi cominciato a reclamare questa benedetta firma. Che arrivò quindi molto in ritardo e con una frase del tipo “Non capisco, il tuo atteggiamento nei miei confronti è cambiato. Perché adesso ti attacchi a queste formalità?”
Senza contare l’improvviso precipitare della situazione. Eravamo nel bel mezzo della realizzazione del sito Internet della sua azienda. Fatte tutte le analisi e gli studi preliminari, definito l’albero di navigazione, scritti tutti i testi e presentata la creatività dell’Home Page, ero finalmente arrivata all’approvazione di tutte queste fasi. Mancava soltanto montare il sito e pubblicarlo. Il più era fatto e io vedevo la luce infondo al tunnel.
Fino a quando mi arriva una telefonata del suo socio, nonché fratello, che mi dice: “Io ho visto la grafica della Home. Carina. Ma tu hai già pensato a quante sezioni ci saranno nel sito?”
“Certo” gli rispondo io. “Ci ho pensato, ho presentato tutto quanto, ho scritto tutti i testi e ho presentato tutto a tuo fratello che mi ha dato l’ok su tutto quanto.” Ovviamente non ne sapeva nulla, quindi fermi tutti perché vuole anche lui visionare il tutto.
Telefonata successiva. “Guarda ho visto tutto, ci sono un sacco di modifiche da fare e nuove sezioni da aggiungere, nuovi form di contatto e quindi tutto da rivedere”
“Bene” gli dico “Fammi un elenco delle aggiunte, che ti mando un preventivo sui tempi e sui costi”
Silenzio.
“Ah no, ma noi siamo già in ritardo. E poi il prezzo mi sembrava già alto.”
Incominciamo bene, penso io.
Alla fine comunque chiamo chi si sta occupando della parte grafica e tecnica del sito e fermo tutto. Per l’ennesima volta. Mando un preventivo aggiornato e aspetto la bufera, che inesorabile e fastidiosa come un’invasione di cavallette arriva.
I gentili signori si erano offesi. Offesi di scoprire che se le dimensioni del sito si erano raddoppiate, il prezzo aumentava del 30%. Una serie infinita di recriminazioni ed accuse miste a finte lezioni di vita che culminano sul più bello sulla solita frase: “Ho un amico che il sito me lo può montare tutto quanto per pochissimo”
“Fallo fare a lui, non c’è problema.” gli dico “Mi paghi quello che è stato fatto fino ad ora, e poi fai montare tutto al tuo amico.”
Seguono una serie di no, ma, forse, chissà… Dopo di che sembra illuminato da un’idea che gli balena in mente e mi dice: “Noi l’anno scorso abbiamo fatto un sito con un’altra agenzia che ci ha fatto tutto quanto per meno della metà”
“Ah capisco. Perché non hai chiamato loro?”
“Bhè, cosa c’entra loro no. Hanno fatto un pessimo lavoro!”
Che a pensarci dopo, è davvero una risposta splendida, che si commenta da sola.
È chiaro che da qui non ci siamo mossi e che il signore in questione si sentì autorizzato a bloccare il lavoro senza pagare la parte finale, nonostante sia attualmente online con parte di quello che al tempo gli avevo presentato.

Oggi però ho in mano il suo assegnino. Che è di più rispetto a quello che mi avrebbe dovuto al tempo. Ci sono dentro anche le spese legali, anche se non proprio tutte, ma insomma…
E la cosa più divertente, è che mi viene in mente una frase che lui mi aveva detto quel pomeriggio, mentre io al limite dell’agitazione e dell’arrabbiatura, consumavo il pavimento di casa mia camminando avanti e indietro, mentre lui mi urlava al telefono che non volevo ascoltare le sue parole e farne tesoro, perché ero una persona che non accettava le critiche e che pensava solo ai soldi.
Ricordo di avergli risposto che ai soldi pensavo perché lavoro per vivere e non per piacere. E poi che di lezioni di vita da lui non ne avevo bisogno.

Domattina verso l’assegno. Ma nell’attesa mi sono fatta una bella scansione e sono incredibilmente tentata di incorniciarlo. Secondo me è qualcosa di cui mi devo sempre ricordare, nel bene e nel male.

giovedì 6 marzo 2008

Lo stagista

Ah le agenzie di pubblicità…
Che luoghi mitici, quale grande atmosfera si respira…

Da un mese a questa parte mi è stato assegnato uno stagista. Ora, questa potrebbe sembrare una questione di nessuna importanza, invece non è così. Apre almeno 3 questioni cruciali.

1. Se ho uno stagista, non sono più tanto giovane. Brava non so, però giovane no di sicuro. Non mi sembrava che fosse passato così tanto tempo da quando ero io che imparavo il mestiere elemosinando qualche dritta e cercando di dissimulare il fatto di non aver capito assolutamente nulla di quello che mi era stato chiesto di fare. Non mi sembrava davvero che fosse passato così tanto tempo…
Eppure ho uno stagista e questo tizio davvero è molto più imbranato di me. Allora ho capito una cosa importante: non bisognerebbe mai dire ho tot anni di esperienza, bisognerebbe piuttosto dire sono meno imbranato di tot anni. La differenza è sottile ma sostanziale.

2. Se ho uno stagista non sono più padrona di nulla. Non so se sono stata sfigata io (esiste anche questa possibilità) ma di sicuro non sono più padrona della mia scrivania, visto che mi hanno detto che uno stagista mi sarà di grande aiuto, ma siccome l’ufficio è piccolo mi devo stringere e fargli posto sul mio tavolo. Se si considera che non sono magra che ho un’altissima considerazione del mio spazio vitale, è presto detto come sono contenta. E poi non sono padrona del mio tempo, perché lui è sempre lì che aspetta di sapere cosa deve fare e il suo spirito di iniziativa è pari a zero. Non posso neanche fregarmene e lasciare che non faccia assolutamente nulla (cosa che alla fine non mi disturberebbe così tanto: se non fa nulla, non c’è nulla che io debba ricontrollare e far rifare) perché non è molto sveglio e se uno dei soci dell’agenzia arriva a chiedere “Cosa stai facendo?” lui non ha nessuna difficoltà a sfoderare un sorrisone intelligente dicendo “Nulla!” Bravo. Complimenti. Vai fiero di questa risposta?
Oltre al fatto che non sono più padrona di un filo di privacy, e dire che va così di moda. Qualcuno deve avergli detto che per imparare deve guardare tutto quello che faccio e seguirmi ovunque. Uffa, era un modo di dire. Lui sta seguendo alla lettera questa bella indicazione.
Così non posso fare nulla senza averlo appiccicato dietro. Se abbasso la voce per dire una cosa alla mia collega, me lo trovo tutto raccolto dietro di me che dice “Non sentivo bene cosa dicevi”. Se mi alzo per andare in bagno mi segue e poi rimane deluso quando si accorge che chiudo la porta. No, intendiamoci, non è che mi voglia seguire. Almeno quello. E’ solo che ci rimane male. E vorrei solo ricordare ancora una volta quanto per me sia importante lo spazio vitale. Sono noiosa, lo so, ma che ci posso fare….

3. Lascio per ultima la chicca migliore. Il ragazzo allieta il pomeriggio con performance olfattive davvero inattese. Fa le puzze.
Lo so, è incredibile. Però è vero e non mi era mai successo in nessun posto di lavoro. Abbiamo già detto che non sono più una ragazzina al primo impiego, quindi fatevi un’idea.
Insomma, non sto dicendo che ci sia stato un incidente in cui il fanciullo abbia perso il controllo. Sto dicendo che in modo sistematico e incontrollato (in ogni senso) il mio stagista ogni pomeriggio scoreggia. Ora, nel pomeriggio io raramente sono in agenzia, ma la voce mi è arrivata subito. E al primo pomeriggio passato in ufficio, mi è arrivata anche la puzza.
Che si deve fare in un caso del genere? No perché è facile da dire, ma a trovarsi lì l’imbarazzo è totale. Tra l’altro il ragazzo condivide l’ufficio con 3 ragazze: la sottoscritta e altre due colleghe. E si sa che le donne sono astute. La prima strategia è stata ironizzare. Appena partiva la bomba, ci si alzava, si spalancavano le finestre e si inneggiava alla primavera. Strategia fallita. Il ragazzo era del tutto noncurante.
Ok, non ci arrendiamo per così poco. Solo che la mossa successiva non è stata proprio una strategia, ma piuttosto una reazione incontrollata. E’ stato quando la mia collega ha deciso che la situazione aveva superato il limite sopportabile e gli ha chiesto, di punto in bianco, se avesse problemi intestinali e che colpa ne potessimo avere noi. Tra scambi di battute più o meno taglienti, il risultato è stato deludente: il ragazzo sostiene di non accorgersi di nulla e nega il problema. Attenzione: non nega di scoreggiare, nega che questo possa essere un problema.
Per quanto mi riguarda, sto ancora cercando di capire se c’è della creatività in questa sua presa di posizione. Intanto che ci penso, le finestre sono stabilmente aperte. Tanto ormai è marzo, la primavera è alle porte.

domenica 17 febbraio 2008

Si può fare!

Eccoci qua.
La campagna elettorale è ufficilamente iniziata.
I candidati erano già alle griglie di partenza ed ora sono partiti.
La noia per i dibattiti politici e la disillusione non si sono ancora totalmente impadroniti di me e riesco a mantere una certa curiosità per quello che succede e succederà.

Sarà deformazione professionale, non so, ma le prime cose che catturano la mia attenzione sono gli slogan.

Ed ecco che parte il pullman di Veltroni e del Partito Democratico.
Slogan: "SI PUO' FARE"




A me ricorda qualcosa... E a voi?

lunedì 4 febbraio 2008

Evviva il Moige!

A volte non ci si rende conto. A volte si rimandano le cose migliori, quelle che ti possono dare più gioia, solo perchè si è troppo occupati in questioni di nessuna importanza. Ed è così che un giorno all'improvviso ti accorgi di tutto quello che ti sei perso...

Così eccomi qua. Ho rimandato per troppo tempo di visitare con particolare attenzione il sito del Moige. Sarò molto sincera. Sul Movimento Italiano Genitori penso le peggiori cose possibili. Così l'ho detto e su questo sono a posto.

Ma sul loro sito ci sono davvero delle chicche da collezione, che mi riprometto di postare prontamente nei prossimi giorni.

Per adesso, giusto per scaldarci un po', vi segnalo questa campagna: "PROMUOVI LA FAMIGLIA. FIRMA A FAVORE DEL QUOZIENTE FAMILIARE".
Aspetto solo di poter firmare a favore del Quoziente Intellettivo. Che non sarebbe mica male.

domenica 3 febbraio 2008

venerdì 1 febbraio 2008

Pino dei Palazzi

Pino dei Palazzi era già il mio mito, con questa sua performance mi ha conquistato.
Sì perchè io di nome faccio Rosanna.
E provate a pensare ad una bambina che si chiama Rosanna e che viene portata a messa ogni domenica.
Intorno ai 5 anni mi sono convinta che quando in chiesa tutti cantavano "Osanna", stessero in realtà dicendo il mio nome.
Vabbè, non pensavo proprio il mio, ma mi dicevo che chissà, magari qualche Santa che si chiamava come me o qualcosa di simile.
Vedo con piacere che Pino dei Palazzi è arrivato alla mia stessa conclusione.


All'ufficio postale

Cliente: "Buona sera, io vorrei fare una Carta Poste Pay"
Impiegata: "Ok, ho bisogno dei suoi documenti e del codice fiscale."
Cliente: "Il codice fiscale va bene se lo so a memoria?"
Impiegata: "No, devo fare la fotocopia della tessera."
Cliente: "Ah, non ce l'ho. Si è rotta nel '79."

Io pensavo di avere dei tempi lunghi...

Bramante 00

Lui: "Oggi tornando a casa sono entrato per caso in una chiesa del centro... bellissima, con uno splendido pulpito del Bramante.."

Lei: "Ah bene. Ma Bramante cos'è? Una farina?"

Nota a margine. Ma perchè un pulpito dovrebbe essere fatto di farina?


--- Nota aggiunta il 18 luglio 2008----

Figlio di Lei: "Vabbè ma alla fine sei sicura che la farina Bramante non esista? Magari c'è... del resto c'è lo zafferano leprotto!"

lunedì 28 gennaio 2008

La banalità del bene

Si è appena conclusa la Giornata della Memoria e faccio la mia microscopica parte, invitando tutti coloro ne avessero voglia a leggere un bellissimo libro intitolato "La banalità del bene", scritto da Enrico Deaglio e pubblicato da Feltrinelli.

Odio raccontare le trame dei libri, quindi leggetelo. Mi limito a dire che si tratta della storia di Giorgio Perlasca, un imprenditore padovano che, senza mai sentirsi un eroe, riuscì a salvare molti ebrei dalla loro imminente deportazione.
A distanza di molti anni (l'ho letto diciassettenne dietro saggio consiglio del mio professore di storia e filosofia ed è passato un bel po' di tempo da allora...) la riflessione che mi sembra sempre molto interessante è proprio nel titolo.

"La banalità del bene"è un esplicito riferimento ad un libro che Hanna Arendt pubblica nel 1963, intitolato "La banalità del male".
Facciamo un piccolo passo indietro.
Hanna Arendt è una delle poche figure femminili della filosofia e della politica del novecento. Di origini ebraiche, cresce e studia alla cattedra di Martin Heidegger, di cui diventa anche l'amante pur senza rinunciare ad un'aspra critica nei confronti del filosofo, quando questi si schiera a favore del nazismo.
Hanna Arendt lascerà la Germania e anche l'Europa, per riparare come molti altri intellettuali negli Stati Uniti.
Nel 1961 si reca a Gerusalemme per assistere al processo contro il gerarca nazista Eichmann. "La banalità del male" è lo scritto che raccoglie i resoconti giornalistici del processo, nonchè le riflessioni politiche e filosofiche della Arendt.
Ed un concetto aggiacciante: Eichmann, come molti altri gerarchi, non ebbe mai la reale percezione del male che stava compiendo. Eseguiva degli ordini, tutto qua. In un'assurda e inspiegabile sospensione del libero arbitrio, si limitava ad obbedire, trovando tutto sommato molto banale ogni sua azione, perchè la semplice risposta ad un ordine che gli era stato impartito.

E' proprio con la stessa naturalezza che si comporta, in modo opposto, Giorgio Perlasca. Sul finire del romanzo Enrico Deaglio, che ha raccolto dallo stesso Perlasca la sua storia, gli domanda se abbia mai avuto la consapevolezza di essere stato un eroe, di aver salvato molte vite umane. Ma Giorgio Perlasca ritiene che la sua condotta sia stata, dopo tutto, molto banale. Afferma che chiunque altro al suo posto si sarebbe comportato come lui.
Ovviamente tutti noi sappiamo che non è vero.
E' questo che Deaglio sembra voler sottolineare. Che esistono persone che coltivano una profonda etica, che non si compiacciono della loro bontà. Che non si preoccupano di guardarsi allo specchio, ma che agiscono.

Giorgio Perlasca, forse senza saperlo, rappresenta il migliore esempio di imperativo categorico kantiano: l'azione morale è quella che l'uomo compie pensando che questo è ciò che qualsiasi altro uomo al suo posto dovrebbe fare. Come se rispondesse ad un imperativo categorico, appunto, ad un ordine etico a cui non si può mai rispondere di no.

sabato 12 gennaio 2008

Napoli's Garbage

Io adoro Ebay. Questa è una premessa doverosa.
In questi giorni di eco-delirio in quel di Napoli, sono comparsi alcuni annunci per vendere, devo dire con una certa professionalità, l'immondizia accumulata.
Chi è che diceva che per uscire dalla crisi bisogna inventarsi un lavoro?
Posto gli annunci perchè sono veramente pregevoli e vorrei stringere la mano a questi signori.

1. Immondizia originale di Napoli e provincia.
IMMONDIZIA ORIGINALE DI NAPOLI E PROVINCIA.
SOLO LA NOSTRA E' DI QUALITA', STAGIONATA E NON RICICLATA.
ACQUISTA L'ORIGINALE!!!!!
ANCHE IN CONFEZIONE REGALO.
FAI UN REGALO ALLA PERSONA CHE TI HA LASCIATO, CHE TI HA FATTO QUALCHE SGARRO O UTILIZZALA COME SCHERZO........
SARA' RECAPITATA IN UNA BELLISSIMA CONFEZIONE REGALO PERSONALIZZATA...


2. Immondizia per fare Business _ Monnezza 2008
NON PERDERE LA TUA OCCASIONE,IMMONDIZIA UN PO' STANTIA MA DI BUON LIVELLO E MANIFATTURA, SICURO BUON AFFARE, IN QUANTO HA PASSATO IL FINE D'ANNO 2007 SENZA BRUCIATURE E HA INIZIATO L'ANNO 2008 ALLA GRANDE, DAI SU NON PERDERE LA TUA OCCASIONE.
P.S. SI RICAVA ENERGIA C'E' SOLO UN PROBLEMA DICE CHE PRODUCE DIOSSINA MA CMQ ANCHE QUELLO A QUALCHE COSA SERVIRA'...

3. Immondizia campana DOC varie metrature, affarone entra-acquistate con la massima fiducia... siamo Power Seller.
IMMONDIZIA CAMPANA DOC DI OLTRE 30 GIORNI OFFRIAMO VARIE TIPOLOGIE E METRATURE. ANDIAMO DA QUELLA DELLE STRADE FINO AD OFFRIRVI QUELLA FUORI ALLE SCUOLE ELEMENTARI.
SIAMO POWER SELLER DI EBAY SINONIMO DI GARANZIA E PROFESSIONALITA'..OLTRE 1000 TRANSAZIONI ANDATE A BUON FINE CON LA SODDISFAZIONE DEI NOSTRI CLIENTI.
SE ACQUISTI PIU' IMMONDIZIA PAGHI SEMPRE UNA SOLA SPEDIZIONE........
RINGRAZIAMENTI VANNO SENZA DUBBIO A QUANTI COLORO DA QUESTA TRAGEDIA HANNO TRATTO PROFITTO ECONOMICO...AI NOSTRI POLITICI DA SEMPRE ATTENTI A QUESTE TEMATICHE ED AI REALI PROBLEMI DELLA GENTE.
GRAZIE ANCORA DA PARTE NOSTRI FIGLI CHE RESPIRANO QUESTA ARIA,CHE VANNO A SCUOLA TRA ALI DI IMMONDIZIA....GRAZIE DAVVERO...
LE PROSSIME ELEZIONI NON ESITEREMO A CONFERMARVI!!!!

4. Immondizia - monnezza napoletana - Napoli's garbageThe only ones to send monnezza/garbage worldwide...
Vero sacchetto di monnezza Napoletana!!!
Per risolvere il problema immondizia a Napoli compra anche tu un sacchetto di O.G.M.(Original & Genuine Monnezz') Napoletana.Diffida delle imitazioni solo questa è vera immondizia napoletana, prodotta ed assemblata da appositi e specializzati operatori del settore, direttamente in città. Ogni pacchetto viene creato con vena artistica puramente casuale, ma dentro ogni busta puoi trovare: cartoni di vera pizza napoletana D.O.C., pose di caffè, semi e bucce di frutta, buste del latte, lattine di fagioli o ceci o altri legumi, scatolette di tonno, avanzi di pasta, fazzoletti, bottiglie di plastica, giornali e se sei fortunato anche qualche preservativo! Natale è appena passato ma resta sempre e comunque una grande idea regalo, per compleanni, onomastici, lauree o anche solo per portare quella imprevedibile allegria alle feste. Distinguiti dalla massa, compra O.G.M. Napoletana. Potresti essere il primo o uno dei pochi detentori di questi sacchetti che sono in edizione limitata!Affrettati allora e compra la tua monnezza!!!A tua discrezione potrai anche scegliere la tipologia di sacchetto. Ne abbiamo: neri piccoli, neri grandi e gialli medi. Fai la tua offerta e scegli il tuo sacchetto!!!
Buona asta a tutti e che vinca il migliore...

E adesso, qualche immagine che ci riscalda il cuore e ci illustra magnificamente la merce in vendita!





Bere, frizzare, digerire.

No, non è una battuta. E' scritto sulla confezione da 6 bottiglie dell'acqua San Benedetto. Ovviamente frizzante.
Che strano... adesso mi sfugge la parola che starebbe a pennello al posto di "frizzare"...
Che fosse "ruttare"?

Va bene, che sarà mai. Del resto cosa c'è di meglio di quei sani ruttini liberatori che ci insegnano a fare quando siamo tanto piccoli e tanto carini?
Propongo che sulle nuove confezioni sia scritto "Rutto libero". Perchè alla fine io sono per una comunicazione diretta, immediata ed efficace.

domenica 6 gennaio 2008

Ma devo proprio smontare tutto?

Il detto recita che l'Epifania tutte le feste si porta via.
Ma dopo il delirio fatto per addobbare casa, albero, annessi e connessi... adesso devo veramente inscatolare tutto di nuovo?!?
Va bene, allora questa mattina mi sono armata di macchina fotografica e ho immortalato alcune chicche presenti sul mio albero.




mercoledì 2 gennaio 2008

questa sì che è vita...

Se il lavoro nobilita l'uomo, le vacanze? Due settimane a casa per le feste di Natale e la vita cambia.
Tralasciamo i primi giorni di panico totale, fino all'impacchettamento, la distribuzione e la consegna di tutti i regali. Dal 26 in poi, inizia la pacchia.
Che poi io mi accontento di molto poco: trascorro le mie giornate a dormire, mangiare, navigare su Internet e guardare tutta la prima serie di Heroes.
La necessità di prendere ritmi di vita differenti al momento onestamente mi sfugge.